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    Proteste contro la censura nei testi letterari in nome del politicamente corretto

    Icwa, l’associazione italiana degli scrittori per ragazzi, ha da tempo lanciato l'allarme sul tema della censura nei libri, dedicandole un sito. Ne parla Famiglia Cristina, il settimanale cattolico italiano narrando di uno degli ultimi casi resi noti di recente, la censura dei testi di Roald Dahl, scrittore britannico scomparso nel 1990, conosciuto soprattutto per i suoi romanzi per l'infanzia quali GGG (Grande Gigante Gentile), Le Streghe, Matilde, ha fatto indignare autori per ragazzi e non solo. "Uno degli ennesimi esempi di "cancel culture", la tendenza cioè a modificare i testi letterari per uniformarli alla sensibilità dei giorni nostri. Confondendo così l’arte, il contesto storico, le peculiarità di un autore, con la tutela dei diritti e delle sensibilità contemporanei", si legge nella testata. L'articolo prosegue così :

    "L'editore inglese di Raold Dahl, Puffin books, in accordo con gli eredi dell’autore, ha deciso di epurare i suoi testi togliendo termini come nano, brutto, cattivo, grasso, ma anche il ruolo delle parrucche delle Streghe, o il libro che legge Matilda, protagonista dell’omonimo libro (ovvero il libro della giungla di Kipling), o ancora cambiare professione a un personaggio: una scienziata famosa al posto della cassiera del supermercato o alla segretaria in nome di un "polically correct". In questo modo si stravolge il racconto, lo si decontestualizza rispetto all’epoca in cui è stato scritto. Secondo Marco Balzano, che a breve esordirà anche nella letteratura per ragazzi con un albo illustrato edito da Feltrinelli «si sta confondendo la battaglia dei diritti con l’omologazione dell’arte. E eliminare i personaggi sgradevoli e malvagi inoltre toglie ai ragazzi la capacità di distinguere il bello dal brutto, il buono dal cattivo, che sono sempre stati elementi fondanti delle fiabe classiche. È un grave errore anche a livello pedagogico e apre la strada alla censura anche verso le opere dei grandi autori della storia della letteratura, ma anche della pittura in un certo senso. Viene da pensare a Caravaggio: le sue opere sono immense, ma lui era un assassino. Occorre saper distinguere l’arte universale dalle circostanze biografiche, storiche, personali degli artisti».

    Uno dei più noti scrittori italiani per ragazzi, Pierdomenico Baccalario, ha lanciato un petizione su charge.org subito rimbalzata sui social da altri grandi nomi della scrittura e da professionisti dell’editoria per ragazzi e non".

    Catt.ch ha deciso di riprendere questa riflessione perché solleva veramente molte domande sul modo in cui oggi nel nome del politicamente coretto si rischia di decontestualizzare testi dalla nobile tradizione.

    Fonte: Un coro unanime contro la censura dei libri di Roald Dahl, su Famiglia Cristiana

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