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  • L'arcivescovo di Vaduz, monsignor Wolfgang Haas foto @Erzbistum Vaduz

    Quale futuro per l'arcidiocesi di Vaduz?

    Nell’agosto del 2023, mons. Wolfgang Hass, arcivescovo di Vaduz, nel Liechtenstein, compirà 75 anni e dovrà quindi presentare le sue dimissioni al Papa. La sorte dell’arcidiocesi, creata da Giovanni Paolo II nel 1997, rimane dunque incerta. Mons. Haas avrebbe di recente comunicato al clero diocesano che la Arcidiocesi verrà mantenuta, ma alcuni teologi dissentono. Ai colleghi di kath.ch il teologo Paul M. Zulehner ipotizza, ad esempio, che la circoscrizione ecclesiastica potrebbe essere soppressa e integrata nella diocesi austriaca confinante di Feldkirch o in un’altra Diocesi svizzera. In ogni caso, «è certo che la Chiesa del Liechtenstein necessiti di una personalità moderata, un vescovo che sappia costruire ponto e portare la pace nella diocesi».

    Per il teologo locale Günther Boss, in realtà, nessuno potrà ancora dire cosa accadrà. «Il Papa potrebbe accettare le dimissioni di mons. Haas o lasciarlo in carica ancora del tempo. Potrebbe essere nominato un amministratore apostolico oppure, effettivamente, il Liechtenstein potrebbe essere riunito ad un’altra Diocesi», spiega. In ogni caso, «la diocesi necessita di un’apertura verso l’esterno e una integrazione più convinta nel quadro di una conferenza episcopale, instaurando dei legami solidi con altre diocesi e vescovi. Abbiamo bisogno di essere integrati in un insieme ecclesiastico più vasto. Una diocesi con solo 10 parrocchie non è una realtà sostenibile. Particolarmente in Italia, diocesi così piccole tendono a essere dissolte».

    (kath.ch/cath.ch/red)

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