Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Sab 31 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image

    Regina Coeli. Papa Francesco: a Lesbo ho visto tanto dolore

    “Ho visto tanto dolore”. Al Regina Caeli in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha parlato con commozione della sua visita di ieri tra i profughi accolti sull’isola greca di Lesbo, condivisa con il Patriarca ecumenico Bartolomeo I e l’arcivescovo ortodosso di Atene, Ieronymos. Il Papa ha anche espresso solidarietà per le vittime del sisma in Ecuador e per quello avvenuto in Giappone qualche giorno fa e ha invocato attenzione per i lavoratori precari dei call center. Il servizio di Alessandro De Carolis:

    Una notte non basta a far sedimentare ciò che mente e cuore hanno assorbito di una giornata di emozioni potenti, che poche volte capita nella vita.

    “Ho visto tanto dolore”

    La prima cosa che Papa Francesco condivide con la folla dopo la preghiera del Regina Caeli, è l’esperienza vissuta a Lesbo tra profughi di tutte le età, tra gente che lo ha accolto e toccato con meraviglia e commozione, come la personificazione del fatto che non tutti i grandi del mondo, nei loro confronti, sono concentrati su come fare per tenerli il più possibile a distanza, ma che c’è chi è capace di farsi vicino, condividere il loro dramma, portare aiuto:

    “Abbiamo visitato uno dei campi dei rifugiati: provenivano dall’Iraq, dall’Afghanistan, dalla Siria, dall’Africa, da tanti Paesi… Abbiamo salutato circa 300 di questi profughi, uno ad uno. Tutti e tre: il Patriarca Bartolomeo, l’arcivescovo Ieronymos ed io. Tanti di loro erano bambini; alcuni di loro – di questi bambini – hanno assistito alla morte dei genitori e dei compagni; alcuni di loro morti annegati in mare. Ho vito tanto dolore!”

    “Quell’uomo piangeva tanto”

    Di quel mare di disperazione, Francesco coglie un frammento, una storia di ordinario orrore per chi ha messo in gioco ogni sicurezza pur di lasciare l’inferno che gli è scoppiato attorno:

    “Voglio raccontare un caso particolare di un uomo giovane, non ha 40 anni. Lo ho incontrato ieri con i suoi due figli. Lui è musulmano e mi ha raccontato che era sposato con una ragazza cristiana, si amavano e si rispettavano a vicenda; ma purtroppo questa ragazza è stata sgozzata dai terroristi, perché non ha voluto negare Cristo ed abbandonare la sua fede. E’ una martire! E quell’uomo piangeva tanto…”

    Preghiera per Ecuador e Giappone

    La piazza resta muta, attonita, mentre il Papa passa a esprimere solidarietà agli ecuadoriani della parte settentrionale del Paese – anch’essi vittime di una tragedia, un terremoto violentissimo che ha fatto un’ottantina di morti e centinaia di feriti – così come ai giapponesi di Kumamoto, colpiti dal sisma giovedì scorso. “L’aiuto di Dio e dei fratelli – è la preghiera di Francesco – dia loro forza e sostegno”. Forza che la fede, aveva detto nella riflessione prima del Regina Caeli, trova sempre in Gesù, il Pastore buono celebrato dalla quarta domenica di Pasqua, che nel Vangelo assicura: Io do la vita per le mie pecore “e nessuno le strapperà dalla mia mano”:

    “Queste parole ci aiutano a comprendere che nessuno può dirsi seguace di Gesù, se non presta ascolto alla sua voce. E questo “ascoltare” non va inteso in modo superficiale, ma coinvolgente, al punto da rendere possibile una vera conoscenza reciproca, dalla quale può venire una sequela generosa, espressa nelle parole «ed esse mi seguono» (v. 27). Si tratta di un ascolto non solo dell’orecchio, ma un ascolto del cuore!”

    Nessuno ci strappa da Gesù

    Queste parole, afferma Francesco, “ci comunicano un senso di assoluta sicurezza e di immensa tenerezza. La nostra vita è pienamente al sicuro nelle mani di Gesù e del Padre”:

    “Per questo non abbiamo più paura: la nostra vita è ormai salvata dalla perdizione. Niente e nessuno potrà strapparci dalle mani di Gesù, perché niente e nessuno può vincere il suo amore. L’amore di Gesù è invincibile! Il maligno, il grande nemico di Dio e delle sue creature, tenta in molti modi di strapparci la vita eterna. Ma il maligno non può nulla se non siamo noi ad aprirgli le porte della nostra anima, seguendo le sue lusinghe ingannatrici”.

    Lavoro, prima la dignità

    Durante i saluti finali, il Papa ha ricordato la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni invitando ragazzi e ragazze in Piazza a chiedersi se il Signore non stia chiamandoli a “consacrare la vita al suo servizio”, nel sacerdozio o nella vita religiosa. E accorato è anche l’ultimo appello di Francesco, quando esprime vicinanza “alle tante famiglie preoccupate – dice – per il problema del lavoro”:

    “Penso in particolare alla situazione precaria dei lavoratori italiani dei call center: auspico che su tutto prevalga sempre la dignità della persona umana e non gli interessi particolari”.

    (Da Radio Vaticana)

    News correlate

    no_image

    Il Papa all'Angelus: diffidiamo dei “surrogati di felicità”, la gioia sta nell'essere amati da Dio

    All’Angelus Leone XIV indica nell’importanza attribuita a consenso e visibilità la causa di stili di vita e relazioni “effimeri” e “deludenti”: non sprechiamo tempo ed energie inseguendo “ciò che è solo apparenza”, accontentiamoci del necessario e amiamo "le cose semplici e le parole sincere".

    no_image

    Leone XIV: nel buio e nei conflitti della vita, il Battesimo è luce e riconciliazione

    All'inizio del Tempo Ordinario, il Papa all'Angelus, con una piazza San Pietro gremita di 25 mila fedeli, si sofferma sul "sorprendente progetto d’amore per l’intera umanità".

    no_image

    Il Papa all'Angelus: “Nella luce del Natale del Signore, continuiamo a pregare per la pace”

    All'Angelus dell'ultima domenica dell'anno, il Pontefice sottolinea che "il mondo, purtroppo, ha sempre i suoi Erode", con le conseguenze di solitudine, disperazione, divisioni e conflitti. E lancia un appello: “Nella luce del Natale del Signore, continuiamo a pregare per la pace”.

    no_image

    Il Papa: "Oggi chi sceglie la via disarmata di Gesù è spesso ridicolizzato"

    Nella festa di Santo Stefano martire, Leone richiama il valore degli operatori di pace come il Cristo e i martiri, spesso non compresi nel mondo di oggi. Il valore controcorrente della fratellanza, sottolineato come invito ai cristiani a viverla anche quando ci sono incomprensioni.

    no_image

    Leone XIV: Cristo dà voce agli oppressi e vince l'ideologia che rende sordi alla verità

    All’Angelus il Papa commenta il Vangelo di Matteo e ribadisce che Gesù continua a parlarci attraverso i poveri, gli ultimi e i malati. Come Giovanni Battista, in carcere, a causa della sua predicazione, esorta a non perdere la speranza e a restare "una voce libera in cerca di verità e giustizia"

    no_image

    Il Papa all'Angelus: la storia non è già scritta dai potenti del mondo

    Dalla finestra del Palazzo Apostolico vaticano, nella catechesi dell’Angelus Leone XIV ricorda che Dio viene a regnare non per dominare l'uomo ma per liberarlo. E invita, in Avvento, a essere ciascuno “una piccola luce, se accoglie Gesù, germoglio di un mondo nuovo”.

    News più lette