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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Folla in visita alla tomba di Papa Francesco nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma

    Roma attende il nuovo Papa: tra la gente, nel cuore del Conclave

    da Roma Cristina Vonzun

    Con le redazioni di catholica e catt.ch abbiamo deciso di raccontarvi il Conclave nelle strade, in piazza, tra la gente, quella gente che papa Francesco ha sempre messo al centro della sua missione, il “santo popolo di Dio” come amava chiamarlo.

    Ed allora ecco qua, lasciata la stazione Termini a Roma e in attesa della prima fumata del Conclave, la prima tappa d’obbligo per una cronista in questi giorni è Santa Maria Maggiore, la tomba di papa Francesco. Mezz’ora di fila più o meno da quando arrivo, a inizio pomeriggio. Gente da tutto il mondo. Entro con alcune signore tedesche e una coppia americana. Le signore mi dicono di essere del Sud della Germania, e che “un papa come Francesco non ci sarà mai più”. Il loro sentire corrisponde a quell’80% di persone (in Italia e Spagna) in sondaggi pubblicati oggi, che sogna un altro Francesco. Ma la realtà è quella che sarà.

    Tomba di Papa Francesco nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma
    Tomba di Papa Francesco nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma

    Un signore americano cerca la moglie. Mi dice che vengono da New York e che avevano visto il Papa quando aveva visitato gli Stati Uniti. Lo ammiravano molto, perché “difendeva i poveri”. Poi trovo addirittura Giovanni Berardi, ticinese, deputato in Gran Consiglio. Tra la folla arriviamo insieme, in fila, davanti alla tomba di papa Francesco. Ci si ferma per un breve saluto, brevissimo, perché la sicurezza manda avanti, la fila è lunga e non si può rallentare. Sostiamo poco dopo nella cappella della “Salus Populi Romani”, l’icona venerata dalla Chiesa di Roma e tantissimo dal papa argentino, che accanto a lei ha voluto riposare.

    Berardi a Roma tra memoria e speranza

    “Avrei dovuto assistere qui a Roma al giuramento della Guardia Svizzera – ci racconta Berardi –  che è stato rinviato. Dato che avevo riservato, si è comunque deciso di scendere”. Martedì 6 maggio Berardi  ha però partecipato alla storica cerimonia della commemorazione del Sacco di Roma, momento in cui la Guardia Pontificia ricorda i 147 caduti dell’arma a difesa del Pontefice, nel 1527.

    Giovanni Berardi
    Giovanni Berardi

    Gli catturo un ricordo di papa Francesco e un pronostico: “Ho avuto una volta l’occasione qui a Roma di scambiare alcune parole con papa Francesco. Gli raccontai di una suora, originaria di Breno della famiglia Pelloni, che ora vive in Argentina ed è molto impegnata nella difesa del ruolo delle donne. Ho scoperto così che il Papa la conosceva molto bene”. Su Bergoglio dice: “Ero uno di quelli che quando vi fu il conclave che elesse papa Benedetto “tifavo” Bergoglio, perché di lui già si sentiva parlare, di questo pastore che portasse un riorientamento verso l’azione e i valori del Vangelo tradotti nella pratica. Per me è stato un Papa molto importante”.

    Quanto al pronostico, Berardi guarda anche alla geopolitica attuale: “Adesso io non mi aspetto ne una retromarcia, ne una accelerazione ma una continuità con papa Francesco. Sicuramente sarà una persona diversa. Spero che il Papa che verrà abbia delle capacità di mediazione perché oggi la situazione geopolitica è veramente esplosiva”.

    Una preghiera, un saluto a Giovanni Berardi e ai suoi e poi riparto nell’affollata Metro verso piazza San Pietro. Questa sera ci sarà la prima fumata. Vediamo cosa succede.

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