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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Da tutta l’Asia a Yogyakarta per la Giornata asiatica dei giovani

    Gli indonesiani sono famosi in tutto il mondo per la loro ospitalità. E questo è quanto essi testimoniano in questi giorni accogliendo delegazioni locali e straniere che partecipano alla settima edizione dell’Asian Youth Day (AYD7). Ma prima dell’evento principale a Yogyakarta, gli ospiti sono invitati a passare alcuni giorni in famiglie, con un’esperienza definita “i giorni nella diocesi (Days in Diocese, DID)”.

    Lunedì sera una folta folla di cattolici locali a Pontianak (West Kalimantan) nella cattedrale di san Giuseppe ha partecipato alla messa di benvenuto per i 160 partecipanti provenienti dall’India, dal Myanmar e da quattro diocesi della provincia del Borneo occidentale: Pontianak, Sanggau, Ketapang, Sintang.

    L’eucarestia è stata presieduta dal presidente della Commissione giovanile dei vescovi indonesiani, mons. Pius Riana Prapdi, di Ketapang, insieme al vescovo al vescovo ospitante, mons. Augustinus Agus. Decine di sacerdoti indiani, birmani e indonesiani hanno concelebrato.

    Mons. Pius Riana Prapdi ha sottolineato il ruolo dei giovani come “il cuore della Chiesa” e ha detto che il futuro della Chiesa cattolica è nelle loro mani. “L’attenzione e la cura dei giovani - ha detto - sta diventando la cosa più importante per la Chiesa. Ogni giovani è chiamato spiritualmente a diffondere la cultura della fede e della vita, i valori buoni nella società”.

    “È tempo di agire ora, ha aggiunto. Anzitutto guardando: voi ora vivrete fra famiglie indonesiane il cui stile è totalmente diverso dal vostro. Vedrete gioia e preoccupazioni, e molti problemi sociali fra cui i danni ecologici. Voi dovete guardare tutto ciò con una prospettiva di fede”.

    “In secondo luogo, dovete parlare con loro. Condividete le vostre speranze e i vostri sogni ispirati con loro, così che possiate disseminare valori buoni in loro”.

    “Il terzo passo - ha concluso mons. Pius - comincia quando voi sarete coscienti della vostra presenza sul suolo del Borneo. Voi siete entrati in un’atmosfera diversa eppure ora sentite che essi sono ‘la vostra famiglia’. Farete l’esperienza di essere amati dai vostri ospiti indonesiani e li amerete. Questa è l’esperienza della gioia di cui parla la Bibbia e voi la condividerete con gli altri, seminando valori buoni nella società”

    Nella diocesi di Malang (East Java) sono giunte le delegazioni da Vietnam, Singapore, Mongolia insieme ai cattolici locali delle diocesi di Atambua, Kupang e Malang.  Almeno in 1000 si sono dati appuntamento alla messa di saluto nella cattedrale, presieduta da mons. Henricus Pidyarto Gunawan, un carmelitano. E proprio il pellegrinaggio a una scuola tenuta dai carmelitani è stato il primo gesto dei giovani che dalla cattedrale hanno camminato per giungere alla St. Albertus’ Dempo High School, la migliore della città. Durante il tragitto a piedi i giovani hanno cantato e danzato, attirando lo sguardo dei curiosi.

    Il p. Frans, un altro carmelitano, ha poi spiegato loro la situazione della diocesi, mentre p. Adi Pr li ha poi “consegnati” in modo simbolico alle famiglie “adottive” dove i giovani vivranno in questi giorni.

    A Bogor (West Java), i giovani da Hong Kong e dalle Filippine sono stati accolti dal vescovo, mons. Paskhalis Bruno Syukur, insieme al suo predecessore, mons. Michael Cosmas Angkur. Entrambi i prelati sono francescani.

    Nell’arcidiocesi di Palembang (South Sumatera) sono giunti i delegati stranieri da India e Malaysia, insieme ai giovani di sei diocesi locali: oltre a Palembang, Medan e  Sibolga da North Sumatera; Tanjung e Karang dalla provincia di Lampung; Padang da West Sumatera; Pangkalpinang dalla provincia di Riau.

    Mons. Antonio Alwin Fernandes Barreto, vescovo del Maharashtra, per òa prima volta in Indonesia, era accompagnato da 46 giovani da 20 diocesi dell’India.

    Alla messa di apertura, mons. Barreto, ha espresso la vera identità dei giovani cattolici: essere vicini a Gesù: “Gesù è il centro della nostra vita ed Egli vive in mezzo a noi”.

    Mathias Hariyadi -AsiaNews

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