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Lun 2 feb | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Un terzo dei membri della Chiesa cattolica in Svizzera proviene da una storia di immigrazione

    Un terzo dei membri della Chiesa cattolica in Svizzera provengono da una storia di immigrazione. Ne assicurano la cura pastorale circa 110 missioni. Ogni anno, circa 21'000 servizi religiosi sono celebrati in più di 20 lingue straniere e riti diversi. Sono 35 i milioni di franchi stanziati ogni anno per la cura pastorale dei migranti. Queste sono solo alcune delle cifre fornite dal rapporto "Pastorale dei migranti in Svizzera" che è stato oggi reso noto al pubblico. Un documento che fa il punto sulla situazione attuale e guarda oltre, tenendo conto delle preoccupazioni sulla diversità delle realtà pastorali, sui modelli per il futuro e sulla sensibilizzazione delle persone attive nella pastorale tradizionale e in quella dei migranti. Non sono tralasciate le questioni economiche con il rinforzo del principio della sussidiarietà a livello di compiti finanziari e amministrativi e la ripartizione più equa dei fondi.

    Il rapporto è stato redatto da Regula Ruflin e Samuel Wetz (che lavorano entrambi in socialdesign ag),

    Patrick Renz (Direttore nazionale di Migratio) e Daniel Kosch (Conferenza centrale). Gli studiosi sono stati accompagnati nel loro lavoro da un gruppo composto da collaboratori pastorali impegnati nel lavoro pastorale con i migranti, membri delle autorità ecclesiastiche di diritto pubblico, dipendenti delle direzioni diocesane, nonché rappresentanti della Conferenza dei Vescovi Svizzeri e della Conferenza centrale. Responsabile ultimo del gruppo è stato Monsignor Jean-Marie Lovey che guida questo settore in seno alla Conferenza episcopale. Ora il gruppo, che ha compiuto il suo lavoro, è stato sciolto e lascerà spazio ad un prosieguo diverso. Monsignor Lovey ha voluto ringraziarne i membri, in particolare Patrick Renz, direttore dimissionario di Migratio, ricordando che "se riusciamo ad intensificare la coesistenza tra i fedeli indigeni e gli immigrati e a rendere la loro coabitazione un valore, la pastorale dei migranti rappresenta una grande occasione per la Chiesa cattolica in Svizzera".

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