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  • 20 anni senza Luigi Giussani: Una Fede che continua a illuminare molti uomini

    Il 22 febbraio 2025 si celebra il ventesimo anniversario della scomparsa di mons. Luigi Giussani, il carismatico sacerdote ed educatore che ha dato vita al Movimento di Comunione e Liberazione. In Ticino è stato ricordato con una Messa in Cattedrale, il 13 febbraio, presieduta dal vescovo Alain. Ma chi era Giussani? Perché il suo messaggio risuona ancora oggi? Queste domande trovano risposta in testimonianze come quella di mons. Willy Volonté che racconta il suo indimenticabile incontro con il «suscitatore».

    Il racconto personale di Volonté ci riporta agli anni ’60, quando dal Seminario di Venegono vicino a Milano, un piccolo gruppo di seminaristi ebbe l’occasione di incontrare don Luigi Giussani. «Ricordo come se fosse ieri: don Giussani, con la sua naturale semplicità, ci accolse con cordialità, rivelando già allora un’intensità spirituale che avrebbe segnato per sempre il nostro cammino di fede. Sono uscito dal colloquio con la certezza – dal momento che eravamo stati accolti dal Fondatore, o come lui preferiva definirsi più discretamente “suscitatore” – di appartenere ad una storia non ancora del tutto definita, ma certamente in “movimento”», racconta Volonté.

    Luigi Giussani, nato a Desio nel 1922, ha saputo coniugare l’attività educativa con un instancabile impegno pastorale. Dopo l’ordinazione, il sacerdote si dedicò all’insegnamento al Liceo Berchet di Milano, dove fondò Gioventù Studentesca. La sua visione pedagogica, basata sulla ragionevolezza della fede, diede vita a un movimento che nel 1969 si trasformò in Comunione e Liberazione. Nonostante iniziali perplessità da parte di alcuni esponenti ecclesiastici, l’approccio di Giussani – fondato sull’incontro personale con Cristo e sul recupero del «vivere la fede» – trovò conferma con il pontificato di Giovanni Paolo II.

    Giussani non fu soltanto un educatore, ma anche un pioniere nel recuperare il dialogo tra fede e cultura. Dall’insegnamento universitario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, al celebre «PerCorso» – raccolta delle sue riflessioni sul senso religioso e sulla natura della Chiesa – egli ha lasciato un’eredità intellettuale e spirituale che continua a influenzare la vita dei fedeli.

    Nel corso degli anni, il rapporto personale tra Giussani e i suoi discepoli, diventava sempre più intenso: «Non mi abbandonò mai, soprattutto durante il tempo del mio soggiorno a Friburgo e al Papio di Ascona. Volle essere presente alla mia Prima messa, celebrata nella mia parrocchia di Sant’Elena a Milano e tenne l’omelia. Quando guardo la foto di quel momento vedo che furono presenti tre futuri vescovi: Eugenio Corecco, Gianni Danzi e Pier Giacomo Grampa», racconta mons. Volonté.

    Il forte legame di fraternità che ha caratterizzato il Movimento fin dall’inizio fa emergere un aspetto fondamentale del cristianesimo: l’esperienza dell’amicizia: «Giussani ripeteva che senza amicizia, se non si sperimenta l’amicizia vera, non si può capire cosa significhi dire ‘TU’ a Gesù», afferma Volonté.

    La vita di Luigi Giussani, scandita da un profondo rapporto personale con Cristo, invita a ritrovare il senso dell’amicizia, della comunità e dell’impegno quotidiano nella fede.

    Leggi le testimonianze, contributi e alcune omelie dalle messe celebrate in tutto il mondo per il ventennale della morte di don Giussani su clonline.org

    Chi era don Luigi Giussani, il pensiero e le opere e l’ultimo podcast “E voi chi dite che io sia?”

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