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Ven 30 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Voci dalle Dolomiti

    VOLIAMO ALTO! Questo il titolo assegnato alla settimana sulle Dolomiti per sciatori e non proposta dalla Pastorale Giovanile diocesana. È il secondo anno di positiva e spirituale esperienza che i giovani che si sono messi in gioco sulle alte vette hanno potuto sperimentare. Il titolo è volutamente anche metaforico. Non solo abbiamo raggiunto i 3000 m pernottando pure in un rifugio quasi sul tetto delle Dolomiti, ma i ragazzi sono stati spinti anche … più su! Ascoltiamone alcuni: La vita è una questione di incroci….Chi sono io e come mi vedono gli altri? Sono state le domande che ci hanno accompagnato tutta la giornata, ci siamo confrontati l’uno all’altro, il nostro essere unico e originale. Alla mattina del martedì 13 febbraio l’attività divertente è stata slittare sulle nevi di Canazei, questi 2km di discesa si sono trasformati in cadute e risate ma anche un bel momento di condivisione. Al pomeriggio, dopo aver digerito un bel pranzetto in un ristorante tipico, ci siamo recati al centro acquatico dove la parola d’ordine è stata RELAX. La serata, per noi maschietti, in un bar a vedere la partita della Juve gustando una bevanda alcolica ma non per tutti, mentre le ragazze sono rimaste in hotel a giocare con giochi di società. È stata una giornata molto intensa, l’unica della giornata in cui il gruppo è stato unito per tutto il giorno, sciatori e non, dove abbiamo potuto conoscerci meglio e riflettere grazie al percorso spirituale proposto sulla nostra personalità all’interno del gruppo, per poi intraprendere un cammino personale scegliendo la strada migliore. (Samuele, Prosito, 20 anni) Giovedì Questa mattina, leggendo il sussidio, ci siamo trovati ad affrontare due grandi argomenti: la vocazione e la santità. Questi sono molto legati in quanto ogni persona è chiamata ad un particolare cammino, ogni persona è chiamata a seguire, o meglio ad essere, la propria vocazione (in base ai propri talenti e ai propri limiti) ed è proprio nella nostra vita quotidiana che ognuno di noi è chiamato ad essere santo, vivendo con amore e testimoniando la propria fede. È stato molto bello il momento di solitudine che ci siamo presi dopo la lettura del sussidio in cui siamo stati invitati a riflettere in maniera più approfondita sulla nostra vocazione (Ivan, 29 anni, Bellinzona). Dolomiti – venerdì 16.02.2018 Oggi è il nostro ultimo giorno sulle Dolomiti, come il resto della settimana iniziamo la giornata con un momento di riflessione in cui leggiamo una parte del sussidio che ci ha accompagnati in questa esperienza. Questa mattina ci siamo soffermati in modo particolare sull’importanza che la Parola di Dio ha nella nostra vita, essa infatti, se interpellata, funge da “navigatore” per la nostra vita mostrandoci la via da seguire, ovvero Gesù. Oggi abbiamo avuto la fortuna di incontrare e passare la giornata con Klaus, un ragazzo che vive a in val di Fassa che, oltre ad averci ispirati come sciatore, ci ha anche fatto riflettere attraverso il racconto di alcune sue esperienze sul fatto che la fede non viene trasmessa unicamente dai genitori o dalla cultura nella quale si cresce: la fede è un incontro personale con Gesù. Ancora una volta ritorna il tema della SCELTA che ci ha accompagnati in questi giorni; ogni cristiano ogni giorno deve scegliere di mettersi in cammino, deve scegliere di vivere la sua vita come ci indica la Parola di Dio. Celebrando proprio nel rifugio a 3000 m la Messa del mercoledì delle Ceneri, ecco come ha risposto sempre Chiara ad una mia domanda: Qual è il momento della celebrazione eucaristica che più ti colpisce? Credo che il momento che mi colpisce maggiormente sia la consacrazione del pane e del vino. Ho scelto questo perché, oltre ad essere uno dei momenti più importanti, è quello che trovo più difficile da comprendere fino in fondo. Per me, credere che durante al consacrazione Dio si faccia di nuovo carne per noi risulta essere più difficile di quanto vorrei ammettere, tuttavia, nonostante i miei limiti, sento che quel momento ha un’intensità, una profondità che mi affascina e mi fa sempre riflettere. (Chiara, 21 anni, Bellinzona) di Rolando Leo

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