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    Xenofobia e populismo, un vertice ecumenico in Vaticano

    I fenomeni di xenofobia e populismo, di cui si registra un forte aumento negli ultimi tempi, specie in relazione alla crisi migratoria, saranno al centro delle riflessioni di leader ecumenici ed esperti di tutto il mondo durante un vertice al via oggi, 13 dicembre, in Vaticano fino a venerdì 15.

     

    L’evento è promosso dal Consiglio mondiale delle Chiese insieme al Dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo umano integrale, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani. L’obiettivo è quello di preparare il terreno per una Conferenza mondiale sugli stessi temi in programma dal 21 al 24 maggio 2018.

     

    Alla base vi è la convinzione del ruolo cruciale che le Chiese possono svolgere nel compito di promuovere una società umana giusta e più sana. Più nel dettaglio, durante i lavori del simposio si vogliono discernere i mezzi per una maggiore collaborazione e per azioni comuni, compreso il miglior uso degli strumenti dei media, per trasformare questa realtà crescente e disumanizzante di intolleranza e odio e promuovere una cultura di rispetto, solidarietà e coesione sociale.

     

    «La paura o l’odio per qualcosa di strano, estraneo, alieno, diverso, cioè ciò che viene percepito come “altro”, sta penetrando in tutti i settori della società: sociale, culturale, politico e spirituale», sottolineano infatti i promotori in un comunicato. Questo sentimento «permea i media e influenza le politiche e le opinioni pubbliche, minacciando così i valori umani e morali della società».

     

    Durante la tre giorni si esploreranno perciò le modalità con cui le Chiese possono lavorare insieme per affrontare in modo proattivo questa crescente paura e trovare risposte costruttive modellate sulla spiritualità e le tradizioni cristiane di rispetto dei diritti e della dignità umana.

     

    In particolare, nel contesto della complessa crisi globale dei migranti e dei rifugiati, le Chiese ritengono di non poter rimanere silenziose o indifferenti, «ma devono essere consapevoli del loro mandato missionario e morale per cercare modi realistici e costruttivi per affrontare la xenofobia e il populismo», spiegano gli organizzatori.

     

    Ed aggiungono: «Crediamo che superare la xenofobia e il populismo sia una sfida etica e pedagogica sia per le Chiese che per la società. Per le Chiese questa è anche una sfida teologica e implica l’auto-esame e l’umile riconoscimento della nostra vulnerabilità al potere corrosivo della paura, del pregiudizio associato e della discriminazione che minaccia l’unità del Corpo di Cristo».

    VaticanInsider

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