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  • Il vescovo emerito di Lugano Pier Giacomo Grampa

    Alcune riflessioni di mons. Pier Giacomo Grampa sul rapporto tra le Chiese particolari e Roma

    di Pier Giacomo Grampa, vescovo emerito di Lugano

    In un libriccino scritto nel 2019 per ricordare i miei 60 anni di sacerdozio, dal titolo “IL CONCILIO, UNA GRANDE LUCE PER NON PERDERE LA BUSSOLA”, scrivevo anche dei rapporti tra le Chiese particolari e la Chiesa centrale di Roma.

    Mi  permetto  di  riprenderne  un  passo (pagina 37 e ss.) in occasione della nomina del nuovo vescovo di Lugano: “È bene ricordare che il Concilio ecumenico Vaticano II insegna che la Chiesa è veramente presente” (vere adest) in tutte le “legittime comunità locali di fedeli, le quali, unite ai loro pastori, sono anch’esse chiamate Chiese nel Nuovo Testamento. […] In queste comunità, sebbene spesso piccole e povere e disperse, è presente [presens est] Cristo, per virtù  del quale si costituisce la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica”. (Lumen Gentium 26).

    Le Chiese locali non possono essere viste come semplice “provincia” della Chiesa universale ma, nella misura in cui rendono presente il Mistero della salvezza nella sua interezza, è “in esse e a partire da esse (in quibus et ex quibus) che esiste la Chiesa cattolica una e unica” ( Lumen Gentium 23)

    Noi pensiamo le Chiese diocesane o particolari come filiali della Chiesa universale che ha sede a Roma, o come le articolazioni sul territorio del governo centrale.

    I vescovi sarebbero come i prefetti che nell’organizzazione napoleonica dello Stato assicuravano la presenza dell’autorità centrale sul territorio. Questa visione della diocesi e del vescovo è superata ed è stato grande merito del Concilio Vaticano II avere restituito alla diocesi – Chiesa locale o Chiesa particolare – la sua vera fisionomia. Non filiale periferica della Chiesa centrale, ma piena realizzazione della Chiesa in un determinato luogo.

    Per noi che abitiamo le terre ticinesi la Chiesa avviene, si realizza nella “Chiesa di Dio che è a Lugano”. Questa espressione cara all’antichità cristiana, esprime il realizzarsi della Chiesa di Dio nei diversi luoghi. Certo, non nell’isolamento e nell’autosufficienza, ma nella comunione con tutte le altre Chiese di Dio che sono sparse sulla terra e soprattutto con la Chiesa di Dio che è a Roma, sede dell’apostolo Pietro.       

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