Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Dom 1 feb | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image COMMENTO

    Partenza di mons. Lazzeri: alcuni spunti di riflessione

    di Cristina Vonzun C’è la gratitudine per i 9 anni di episcopato ma anche lo sconcerto per la rinuncia del vescovo di Lugano; c’è l’invito al silenzio e quello alla preghiera; è presente lo sguardo all’immediato futuro e l’appello a non rinunciare alla missione. Sono questi alcuni dei sentimenti e dei propositi che abbiamo raccolto nell'edizione uscita oggi di catholica dalle voci di preti, laici, religiosi e religiose, uomini e donne, ticinesi impegnati nella vita ecclesiale locale che riflettono sulla rinuncia del vescovo Lazzeri alla guida della Diocesi di Lugano. Altri che abbiamo interpellato hanno preferito non esprimersi, dentro quella che un prete ticinese ci ha descritto come «una sorta di lutto personale. Il vescovo – ci ha confidato questo sacerdote – per noi è un padre». Senza voler aggiungere altre parole ai numerosi commenti molto specifici sull’episcopato di Lazzeri che abbiamo letto o ascoltato alla radio e in TV, tra le righe forse ci si potrebbe permettere una riflessione più ampia, che riguarda il modo di vivere di tutti noi. Sociologi e filosofi evidenziano come inevitabile cifra della nostra società una cultura sempre più tecnica fondata su efficienza e produttività. Questo è il «paradigma tecnocratico» che anche Papa Bergoglio stigmatizza nell’Enciclica Laudato si’. Corrisponde al mondo in cui viviamo. Un mondo dove le domande di senso trovano sempre meno tempo per essere espresse perché la domanda che rimbalza quotidianamente e determina la vita di tutti, inevitabilmente è quella tecnica: «Cosa devo fare?». Il filosofo italiano Umberto Galimberti che analizza questo tempo esprime con un motto tecnico ed economico la cifra che caratterizza la vita di tutti : «Raggiungere il massimo degli scopi con l’impiego minimo dei mezzi». Una cifra adeguata a rispondere alle sfide pratiche di oggi ma che, se non lascia più spazio ad altro, ci schiaccia. Non che l’altra domanda, quella sul senso della vita non sussista, resta nei cuori ma al margine della quotidianità perché non abbiamo più tempo per metterla al centro della vita. La domanda principale, quella che domina il lavoro, gli uffici, la vita, è l’altra. Dovremmo però riuscire a contenere negli spazi che sono loro propri questa domanda tecnica e il suo motto per evitare che invadano e dominino l’ambito dell’esistenza personale, le relazioni tra noi, i rapporti sociali. Dietro alle parole di lunedì del vescovo Valerio Lazzeri mi permetto quindi, umilmente, di leggerci un messaggio valido per tutti, credenti e non credenti: dobbiamo guardare con occhi disincantati questo mondo dominato dal paradigma tecnocratico, e avere il coraggio di dirci e dire che l’uomo è molto di più, non è solo economia e diritto da applicare. Purtroppo avere a che fare con questo paradigma è inevitabile, ma non dobbiamo e possiamo permetterci di dimenticare che l’uomo è relazione di senso, amore, sentimento, bisogno di spiritualità, di tempo per l’amicizia, di incontri per guardarsi in faccia, di umanità: è una realtà molto più grande della tecnica. di Cristina Vonzun

    News correlate

    no_image

    Liceo diocesano di Breganzona: serata di presentazione il 2 e il 24 febbraio

    L'ateneo prepara allieve e allievi al conseguimento della Maturità svizzera, offrendo nel contempo un ambiente educativo in cui ciascuno possa essere seguito, valorizzato e orientarsi nelle proprie scelte future.

    no_image

    Lettori e accoliti, "un valore aggiunto nelle nostre comunità per camminare insieme"

    Il 24 gennaio in Cattedrale a Lugano mons. Alain de Raemy ha celebrato il rito di istituzione di 12 Accoliti e 8 Lettori. La testimonianza di Andrea Narciso, cappellano dell'esercito e accolito di Novazzano e del parroco don Paolo Solari.

    no_image

    Il vescovo emerito Pier Giacomo Grampa ricorda i 22 anni dalla sua ordinazione vescovile

    Il 25 gennaio ha concelebrato la Santa Messa con il fratello don Giuseppe nella chiesa di San Simpliciano a Milano. È rimasto alla testa della Diocesi di Lugano fino al 7 dicembre 2013. Ora prosegue il suo impegno per il futuro della Chiesa attraverso la pubblicazione di vari testi e le conferenze.

    no_image

    Stefano D’Archino sui suoi sette anni quale pastore della Chiesa evangelica riformata di Bellinzona

    Ha concluso il suo mandato alla fine del 2025. "Rinnovare lo spirito comunitario": è una delle sfide della Chiesa evangelica riformata oggi, secondo il pastore. La sua funzione è ora ricoperta da Tommaso Manzon.

    no_image
    COMMENTO

    Ascoltare per vivere: la Parola di Cristo, un'esperienza alla portata di tutti

    Si celebra domenica 25 gennaio la VII Domenica della Parola di Dio, istituita nel 2019 da papa Francesco allo scopo di rimarcare, in modo particolare, l’importanza delle Scritture bibliche nella vita di chiunque si dica cristiano.

    no_image

    L’educazione, un ponte tra il Ticino e i bambini di Haiti per costruire il futuro

    Il 24 gennaio si celebra la Giornata Internazionale dell'educazione. Da Haiti, la testimonianza dell'associazione ticinese Mezanmi che attraverso il progetto diocesano rimane accanto ai bambini e alle comunità più vulnerabili e isolate.

    News più lette