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    I campi d’azione della Caritas in Africa - Migranti, giovani e donne

    Dakar, 27. Migranti, giovani e donne: il futuro dell’Africa passa lungo queste tre direttrici. Vasti campi d’azione nei quali promette di svilupparsi anche l’opera delle Caritas. È quanto emerge, infatti, dal documento diffuso a conclusione dell’incontro dei vescovi africani, presidenti delle Conferenze episcopali e delle Caritas nazionali, che si è tenuto nei giorni scorsi a Dakar, mettendo a tema appunto il ruolo dei vescovi nell’organizzazione della carità.

    Tra gli impegni presi, si legge nel documento, vi è una «maggiore attenzione ai problemi dei migranti e dei rifugiati, alle conseguenze delle crisi politiche e alle catastrofi naturali». In questa prospettiva, si auspica anche un lavoro «proattivo a monte, per contribuire meglio allo sradicamento delle cause della povertà». Per quel che concerne le nuove generazioni, i vescovi affermano che intendono «coinvolgersi nella preparazione e nella partecipazione al prossimo sinodo sui giovani», perché essi «sono la ricchezza della Chiesa e delle nazioni», e s’impegnano a «fare tutto il possibile per farli sentire a casa nella Chiesa». Inoltre, aggiungono, «ci impegneremo per creare opportunità a loro favore e per contribuire alla loro formazione integrale e alla loro crescita cristiana e civile». Il terzo campo d’azione riguarda la valorizzazione della condizione femminile. In questo senso, i presuli s’impegnano a «rafforzare la partecipazione delle donne e a rendere visibile il loro contributo allo sviluppo delle nostre famiglie e comunità».

    Il tutto s’innesta, ovviamente, nella complessità del continente africano. Un territorio vastissimo e ricco di risorse naturali, con una popolazione giovane e in crescita, che avrebbe tutte le potenzialità per migliorare le condizioni di vita. E che, tuttavia, trova soprattutto nella corruzione della sua classe dirigente uno dei più potenti freni allo sviluppo.

    News.va

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