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    UE: si discute un piano Marshall a sostegno dei paesi africani

    «Senza una prospettiva di lavoro per i giovani, non saranno 150.000 gli africani a partire sui barconi, ma forse milioni». Sono parole del ministro dello sviluppo tedesco, Gerd Müller, da Addis Abeba, dove ha discusso del cosiddetto piano Marshall per l’Africa. Intanto, il ministro degli esteri italiano, Angelino Alfano, ha chiesto al direttore dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), William Lacy Swing, maggiore cooperazione sul piano degli interventi sulle vie dei flussi migratori, sempre per evitare i disperati viaggi che espongono i migranti a sempre più drammatici rischi.

    L’Unione europea punta ad appoggiare le riforme nei paesi africani: chi combatte la corruzione, costruisce un sistema fiscale, investe in istruzione e si impegna nelle pari opportunità potrà contare sull’aiuto della Germania e dell’Unione. È quanto ha ribadito Müller, a mesi di distanza dal viaggio del cancelliere tedesco Angela Merkel in Africa del nord e mentre l’Ue cerca di mettere in atto i compact migration proposti dall’Italia, cioè i pacchetti di aiuto ai paesi africani da cui hanno origine i flussi, perché siano in grado di scoraggiare le partenze migliorando le condizioni di vita nei paesi natali.

    A questo proposito, come detto, ieri Alfano ha ricordato l’ultimo accordo fatto dall’Italia una settimana fa con il Niger. L’Italia ha stanziato un contributo di 50 milioni di euro al bilancio del paese e il governo del Niger si è impegnato a rafforzare il controllo delle frontiere. Alfano ha chiesto la collaborazione di tutti per allargare il campo ad altri paesi di origine, e soprattutto transito, dei grandi flussi migratori verso il Mediterraneo.

    Sempre nell’ottica di evitare i barconi della speranza, oggi al parlamento europeo si vota la risoluzione che chiede che il sistema comune d’asilo «preveda la possibilità di presentare e trattare le richieste d’asilo al di fuori dell’Ue, o alle sue frontiere esterne», per evitare tragici viaggi sui barconi e per evitare il peso eccessivo sui paesi di primo approdo. Inoltre, il documento sollecita il sostegno dell’Ue «nell’istituzione di corridoi umanitari per far fronte a gravi crisi di rifugiati e sfollati» e ribadisce l’invito agli stati a fornire, in particolare alle persone vulnerabili, visti umanitari presso ambasciate e uffici consolari dell’Unione nei paesi di origine o di transito.

    Intanto, sul fronte della rotta balcanica, un uomo è stato trovato privo di vita la notte scorsa all’interno di un vagone merci che era giunto dalla Serbia in un’azienda di Venezia. Si tratterebbe di un migrante che ha cercato di entrare in Italia dalla rotta balcanica, nascosto all’interno di un carro che trasportava cereali.

    (Osservatore Romano)

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