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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • COMMENTO

    Come si può tradire i desideri di pace con le false propagande del riarmo?

    «Come si può credere, dopo secoli di storia, che le azioni belliche portino la pace e non si ritorcano contro chi le ha condotte? Come si può pensare di porre le basi del domani senza coesione, senza una visione d’insieme animata dal bene comune? Come si può continuare a tradire i desideri di pace dei popoli con le false propagande del riarmo, nella vana illusione che la supremazia risolva i problemi anziché alimentare odio e vendetta?».

    Domande attuali e drammatiche quelle che papa Leone XIV ha espresso alla Plenaria delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali, realtà incontrata in Vaticano e che si impegna a favore dei cristiani in tutto l’Oriente. Ed è appunto la guerra che insanguina queste terre, dall’Ucraina alla «situazione tragica e disumana di Gaza » e a tutto il Medio Oriente, a costituire il tema di fondo del discorso del Papa. Guerra che «avvolge in una cappa d’odio» e che, sebbene abbia storicamente segnato queste regioni, ora si accanisce con una forza perversa.

    «La gente è sempre meno ignara della quantità di soldi che vanno nelle tasche dei mercanti di morte e con le quali si potrebbero costruire ospedali e scuole; e invece si distruggono quelli già costruiti », ha rimarcato il Papa. «Siamo chiamati noi tutti, umanità, a valutare le cause di questi conflitti, a verificare quelle vere e a cercare di superarle, e a rigettare quelle spurie, frutto di simulazioni emotive e di retorica, smascherandole con decisione. La gente non può morire a causa di fake news. In tanti contesti si impone la legge del più forte, in base alla quale si legittimano i propri interessi.

    Desolante vedere che la forza del diritto internazionale e del diritto umanitario non sembra più obbligare, sostituita dal presunto diritto di obbligare gli altri con la forza». Perchè oggi - ha ragione il Papa - sulle fake news si fanno guerre, pensiamo solo quando in Irak si cercavano le armi di distruzione di massa che mai si trovarono. Leone poi prosegue: «Mi chiedo: da cristiani, oltre a sdegnarci, ad alzare la voce e a rimboccarci le maniche per essere costruttori di pace e favorire il dialogo, che cosa possiamo fare? Credo che anzitutto occorra veramente pregare. Sta a noi fare di ogni tragica notizia e immagine che ci colpisce un grido di intercessione a Dio. E poi aiutare, come fate voi e come molti fanno, e possono fare, attraverso di voi», ha aggiunto Papa Leone, per il quale «c’è di più, e lo dico pensando specialmente all’Oriente cristiano: c’è la testimonianza ».

    È la chiamata a rimanere fedeli a Gesù, senza impigliarsi nei tentacoli del potere. Un messaggio , quello di Leone che parla, anzi incalza con la sua attualità i potenti del mondo. I cristiani, prosege il Papa sono chiamati a «imitare Cristo, che ha vinto il male amando dalla croce, mostrando un modo di regnare diverso da quello di Erode e Pilato: uno, per paura di essere spodestato, aveva ammazzato i bambini, che oggi non cessano di essere dilaniati con le bombe; l’altro si è lavato le mani, come rischiamo di fare quotidianamente fino alle soglie dell’irreparabile », ha concluso il Papa. Una riflessione dalle parole forti e chiare, in questo tempo di corsa a spese per armamenti, a guerre che si mettono in piedi dal giorno alla notte come presunte soluzioni a problemi che non si capisce se reali o fake, tempi dove si vedono solo distruzioni e morti nel nome di una pace che assomiglia fin troppo a quella dei cimiteri. Un messaggio chiaro, quello del Papa, senza mezzi termini, che parla ai potenti di tutte le latitudini che spendono soldi in armi. Il Papa non ha interessi, se non il Vangelo e la difesa di chi soffre.

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