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  • Consigli parrocchiali: «Non solo amministrazioni, ma entità accoglienti e vive»

    di Katia Guerra

    L’impegno nei Consigli parrocchiali non è solo un lavoro burocratico e amministrativo, ma è fondamentale per la Chiesa: permette di mantenere una parrocchia attiva e funzionante. È un ruolo dunque non solo materiale, ma anche spirituale. È ciò che ha sottolineato mons. Alain de Raemy durante il Giubileo diocesano dei Consigli parrocchiali sabato scorso a Lugano, in un clima gioioso e partecipato. Oggi in Ticino le parrocchie sono circa 240.

    Verso una nuova visione della parrocchia

    Per capire meglio il ruolo delle parrocchie e il contributo di chi si mette a disposizione nella loro gestione, abbiamo interpellato Tiziana Zaninelli, da 12 anni presidente del Consiglio parrocchiale di Locarno. Anche lei era presente al giubileo dei Consigli parrocchiali. «Hanno partecipato uomini e donne, giovani e anziani. È stato un momento per far giungere alle parrocchie i ringraziamenti da parte della Curia, oltre che un saluto dei responsabili dell’economato con cui le parrocchie sono spesso confrontate. Non sono mancati gli interventi che hanno testimoniato alcune difficoltà: tra di esse la gestione stessa delle parrocchie, la necessità di conservare il patrimonio immobiliare e artistico in una complessità di norme e leggi non sempre comprensibili, l’integrazione e la conoscenza delle tradizioni, della storia e delle nostre peculiarità da parte di parroci che giungono da lontano, le difficoltà finanziarie nel dover far quadrare i conti con entrate non sempre rispondenti alle attese». Si è ritornati su temi ancora aperti, come le parrocchie e le aggregazioni comunali. «Oggi ci sono più del doppio di parrocchie rispetto ai comuni ticinesi», sottolinea Zaninelli. «Il tema delle aggregazioni tra parrocchie è un argomento delicato ma che si dovrà affrontare; così come pure la relazione fra parrocchie e le reti pastorali. Ambedue gli argomenti toccano la collaborazione e una visione nuova di gestione della propria realtà parrocchiale». Far parte di un consiglio parrocchiale oggi significa «essere presenti, partecipi, attivi. Vuol dire aver capito che le parrocchie oggi sono luoghi dove sempre più è necessario essere aperti, accoglienti, solidali verso le varie componenti della comunità che si incontrano nel momento delle varie celebrazioni o delle varie attività pastorali, ma anche di chi vive in città, in paese, in valle», ci dice la presidente, ricordando anche il ruolo finanziario. «Per lo svolgimento della pastorale, per dare una certa sicurezza e stabilità, sono necessarie risorse, anche finanziarie». Non meno importante è la presenza delle persone. «Le parrocchie sono da un lato vicine alla diocesi, dall’altro sono un riferimento importante per il territorio in cui operano. Accoglienza, collaborazione, pazienza dovrebbero essere i punti forti che caratterizzano il loro lavoro quotidiano, ma senza la partecipazione dei parrocchiani è uno sterile esercizio amministrativo».

    In gerenza, ma non passive

    Quando una parrocchia si trova confrontata con l’impossibilità di formare un consiglio parrocchiale per la mancanza di persone che si mettono a disposizione, interviene la curia che predispone la gerenza, come è successo nel 2021 a Morbio Superiore. «Sono stata contattata e mi è stato chiesto se volessi assumere questo incarico», ci racconta Cinzia Caldelari. «Era un periodo in cui avevo bisogno di rimettermi in gioco e visto che sono vicino alla comunità di Morbio Superiore, ho deciso di accettare. Ho ricevuto così dalla Curia il mandato con la delega a fare le veci del Consiglio parrocchiale». Quali sono i compiti di una o un gerente? «Sono gli stessi di un Consiglio parrocchiale: l’amministrazione finanziaria, la gestione degli edifici, il mantenimento delle relazioni con la comunità, i parroci, il vicariato, la Curia. ho una rete di persone con le quali sono in contatto e alle quali chiedo collaborazione. A Morbio Superiore c’è una comunità vivace, che si ritrova volentieri insieme. C’è la confraternita della Beata Vergine della cintura, il gruppo donne cattoliche, il coro san Giovanni. Vengono organizzate le sagre padronali. L’atmosfera è molto calda e gioiosa».

    Importante è pure la collaborazione con le altre sei parrocchie della valle di Muggio. «Ci riuniamo almeno una volta all’anno per uno scambio di esperienze e di idee, lo abbiamo fatto anche al convento del Bigorio sabato, dopo aver partecipato al Giubileo dei Consigli parrocchiali».

    Dalle parole di Cinzia Caldelari traspare come la gerenza non sia solo un amministrare, ma piuttosto un’opportunità per mantenere viva e attiva la comunità parrocchiale.

    Arriva un gruppo di lavoro

    Fra le iniziative annunciate sabato al Giubileo c’è anche quella di costituire, da settembre 2025, un gruppo di lavoro a livello diocesano per migliorare la gestione dei Consigli parrocchiali del quale faranno parte delle persone scelte per le loro competenze.

    Qui la cronaca della giornata giubilare con fotogallery e altre voci raccolte.

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