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  • Expo 2017 Astana: dichiarazione dei leader religiosi sull'ambiente

    Una più stretta collaborazione delle religioni con i governi e i diversi attori economici e sociali per promuovere sistemi energetici “che siano veramente al servizio di tutta la famiglia umana”. È quanto auspicano i leader religiosi musulmani, cristiani ed ebrei riuniti nella scorsa settimana ad Astana, capitale del Kazakistan per l’incontro interreligioso “Insieme per la cura della nostra casa comune” organizzato nell’ambito dell’Expo 2017. Presente come delegato vaticano il card. Peter Turkson, prefetto del dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale.

    Le iniziative interreligiose intraprese in questi anni per l’ambiente e il clima – scrivono in una Dichiarazione di intenti diffusa al termine dell’incontro – dimostrano che le religioni possono essere un forte stimolo per “un’azione concreta a favore della casa comune” e ci ricordano che i valori religiosi e i precetti morali, come il non fare male agli altri, la solidarietà e la giustizia, “devono plasmare in modo particolare i pensieri e le azioni dei credenti verso un’accresciuta consapevolezza dell’urgente necessità di tutelare meglio la natura, ma anche i nostri fratelli e sorelle, soprattutto quelli più bisognosi e vulnerabili”.

    In questo senso per i firmatari del documento, la questione energetica assume una particolare rilevanza. “Il modo infatti in cui l’energia è generata, trasportata e consumata - sottolineano -  ha e avrà in futuro un impatto significativo” sulla natura e gli ecosistemi e quindi sull’accesso all’acqua e al cibo, sulla sostenibilità delle nostre società, dei nostri commerci ed economie, sull’equità, la salute, lo sviluppo, la guerra e la pace.

    I leader religiosi ricordano quindi che l’energia non è un bene creato dall’uomo, ma una risorsa affidataci da Dio Creatore per il bene di tutta la famiglia umana. Essa non va quindi sfruttata indiscriminatamente, ma con un “discernimento ispirato dal perseguimento del bene comune dell’umanità”. Di qui l’esortazione rivolta innanzitutto a tutti i credenti e alle persone di buona volontà ad approfondire la riflessione sui valori comuni e sul rapporto dell’uomo con la natura. Una responsabilità – si afferma - che interpella in particolare modo i genitori, ma anche la scuola e le istituzioni educative religiose e i media.

    L’accesso all’energia – evidenzia ancora il documento congiunto firmato tra gli altri dal card. Peter Turkson, - è un prerequisito fondamentale per la realizzazione di numerosi diritti umani e per lo sviluppo delle comunità. Di qui la richiesta di politiche, finanziamenti e condivisione di tecnologie che assicurino l’accesso a un’energia pulita, sicura, affidabile e con un basso impatto ambientale. In questo senso, i leader religiosi ribadiscono il loro sostegno alla transizione verso fonti di energia non inquinanti e alla riduzione dalla dipendenza da energie fossili.

    Essi si appellano poi agli Stati perché rifiutino ogni progetto su larga scala che abbia un impatto sociale e ambientale negative e a contrastare ogni speculazione irresponsabile sulle risorse energetiche. I firmatari chiedono inoltre alle imprese, ma anche ai consumatori di non farsi guidare solo dalla mera ricerca del massimo profitto a breve termine. La dichiarazione infine, condanna l’impiego delle risorse energetiche per la produzione di armi, segnatamente delle bombe nucleari.

    Domani all'Expo di Astana sarà la Giornata della Santa Sede, presente all'Esposizione con un proprio padiglione intitolato: "Energy for the Common Good: Caring for our Common Home", alla realizzazione del quale ha contribuito anche la Chiesa locale. Nello stand vaticano si approfondisce il tema dell'energia del futuro, intesa come opportunità per la promozione dell'uomo e per il miglioramento della "Casa comune" sulla base di un uso equo e sostenibile delle risorse naturali(A cura di Lisa Zengarini)

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