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Dom 1 feb | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Festa dell’Ascensione

    Quest’oggi è la festa dell’Ascensione. L’Ascensione è menzionata negli ultimi versetti del Vangelo di Luca dove si legge: “E avvenne che, mentre Gesù benediceva (gli apostoli), si separò da loro, ed era portato su nel cielo. Ed essi, dopo essersi prostrati davanti a lui, ritornarono a Gerusalemme con grande gioia” (Lc 24,51-52). La menzione dell’Ascensione sarà evocata anche nella finale che è stata aggiunta al Vangelo di Marco. Qui si legge: “Il Signore Gesù, dopo che ebbe parlato (con gli apostoli), fu assunto in cielo e si sedette alla destra di Dio. E quelli andarono e annunciarono dappertutto, mentre il Signore operava con loro e confermava la parola con segni che l’accompagnavano” (Mc 16,19-20). E qui il racconto dell’Ascensione di Gesù, che presuppone l’immagine biblica del mondo, è descritta con riferimento alla salita al cielo di Elia (2 Re 2,11; 1 Maccabei 2,58) [1] e di Enoc (Siracide 49,14). Quanto a Gesù seduto alla destra di Dio, il Vangelo evoca e attualizza il Salmo 110,1: “Oracolo del Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra”. Questo è un salmo regale. Ma nessun re, né in Israele né altrove, potrà mai realizzare queste parole, se non Gesù con la sua Ascensione al cielo[2] presso Dio. Quanto a noi, oggi leggiamo la prima pagina degli Atti degli apostoli come ci è proposto dalla prima lettura della liturgia odierna[3]. Luca comincia il suo libro con una dedica (vv. 1-2) a “Teofilo”, un nome greco che significa “Amico di Dio”. Per Teofilo - e anche per ogni amico e amica di Dio - Luca ha scritto il suo Vangelo e adesso si mette a scrivere anche il seguito: gli “Atti degli apostoli”. Parlando del suo Vangelo, Luca insiste: egli ha scritto “tutto ciò che Gesù ha operato e insegnato”. Dunque: innanzitutto le azioni, poi l’insegnamento. E il suo racconto è un racconto completo, fin dall’inizio e “fino al giorno in cui fu assunto (in cielo)”. Dopo questa breve dedica a Teofilo, la narrazione continua con tre piccole sezioni. Nella prima (v. 3), Luca ricorda i quaranta giorni che Gesù - dopo la Pasqua - ha vissuto con i suoi apostoli. Nella tradizione giudaica, il numero quaranta è il tempo di un apprendistato completo[4]. Quanto a Gesù, durante questi quaranta giorni, egli dà una formazione ai suoi apostoli, egli parla loro del Regno di Dio. Nella seconda sezione (vv. 4-8), l’autore evoca l’ultimo pasto di Gesù con i suoi. È un pasto d’addio, un pasto nel quale Gesù insiste sul dono dello “Spirito Santo”, il Soffio Santo che i profeti avevano annunciato per gli ultimi tempi. Questo dono avverrà con una generosità estrema: “voi sarete battezzati in Spirito Santo”. E’ in un Soffio Santo che voi “sarete battezzati” (v. 5). E qui è utile  ricordare che il verbo “battezzare” significa, alla lettera, “immergere profondamente”. Sempre durante questo pasto, Gesù è interrogato sul Regno che verrà. Nella sua risposta, Gesù fa cadere ogni barriera: il Regno non sarà limitato a Israele. E l’attesa di questo Regno non sarà passiva e paralizzante[5]: i discepoli, animati dal Soffio Santo,  si metteranno in cammino, “fino all’estremità della terra” (v. 8), per essere i “testimoni” di Gesù. Infine, nell’ultima sezione (vv. 9-11), ecco l’evento: Gesù “levato in alto”. Come nel secondo versetto c’era “fu assunto (in cielo)”, anche nel verso 9 c’è il verbo passivo “fu levato in alto” e il complemento d’agente - ovviamente sottinteso - è Dio: Gesù fu levato in alto… da Dio. Ma Luca parla anche di una “nube”. E la nube, nella Bibbia, evoca l’intimità con il Padre. È una nuvola che sottrae Gesù agli sguardi dei discepoli. Ma la nube suggerisce anche la sua presenza, come quella di Dio che dice a Mosè: “Ecco, vengo verso di te nello spessore della nube” (Esodo 19,9)[6]. D’altra parte, i due uomini in vesti bianche che Luca menziona, ce l’assicurano: “Questo Gesù che è stato assunto di mezzo a voi verso il cielo, verrà così, in quel modo come lo avete visto andarsene in cielo” (v. 11). E questo è certamente un testo di speranza: Gesù non ci lascerà soli. Lettura dagli Atti degli apostoli (1,1-11) 1 Il libro precedente l’ho dedicato, o Teofilo, ad esporre tutto ciò che Gesù ha operato e insegnato dall’inizio 2 fino al giorno in cui, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, fu assunto (in cielo). 3 E’ a questi stessi apostoli che si era mostrato vivo dopo la sua passione, con molte prove convincenti: durante quaranta giorni era apparso loro e aveva parlato delle cose del Regno di Dio. 4 E stando con loro a tavola, diede loro ordine di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di aspettare la promessa del Padre, “che - disse - avete udito da me: 5 Giovanni battezzò con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo, di qui a non molti giorni”. 6 E i convenuti lo interrogavano dicendo: “Signore, è questo il tempo in cui tu intendi restituire la potenza regale ad Israele?”. 7 Ma egli rispose loro: “Non sta a voi il conoscere i tempi e le circostanze che il Padre ha determinato di propria autorità. 8 Ma lo Spirito Santo verrà su di voi e riceverete da lui la forza per essermi testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea e la Samaria e fino all’estremità della terra”.9 E dette queste cose, mentre essi lo stavano guardando, fu levato in alto, e una nube lo sottrasse ai loro occhi. 10 Stavano con lo sguardo fisso verso il cielo, mentre egli se ne andava: ed ecco che due uomini in vesti bianche si presentarono loro 11 dicendo: “Uomini di Galilea, perché ve ne state guardando verso il cielo? Questo Gesù che è stato assunto di mezzo a voi verso il cielo, verrà così, in quel modo come lo avete visto andarsen [1] Cf.  J. Gnilka, Marco, Cittadella editrice, Assisi, 1987, p. 941s. [2] Cf. B. Maggioni, Davanti a Dio. I salmi 76-150, Vita e Pensiero, Milano, 2002, p. 164. [3] Un commento recentissimo a questo passo lo si può leggere in Atti degli Apostoli. Nuova traduzione ecumenica commentata, a cura di E. Borghi, Fondazione Terra Santa, Milano, 2022, pp. 49ss. [4] Cf. R. Fabris, Atti degli apostoli. Traduzione e commento, Borla, Roma, 1977, p. 69. [5] Cf. D. Marguerat, Les Actes des apôtres (1-12), Labor et fides, Genève, 2007, p. 41. [6] Cf. Ph. Bossuyt et J. Radermakers, Témoins de la Parole de la Grace. Actes des Apôtres, vol. 2 : Lecture continue, Institut d’Études Théologiques, Bruxelles, 1995, p. 120. di Renzo Petraglio

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