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  • Fondazione "Centesimus Annus": rinasce il Capitolo ticinese per rispondere alle sfide attuali della Dottrina Sociale

    di Laura Quadri

    Istituita nel 1993 da S. Giovanni Paolo II, la Fondazione «Centesimus Annus Pro Pontifice» è nata sotto l'impulso di alcuni imprenditori e personalità del mondo cattolico che ritenevano importante, in occasione della pubblicazione dell’Enciclica «Centesimus Annus» contribuire allo studio e alla diffusione dei principi basilari della dottrina sociale cristiana. Grazie all’attività dei capitoli, la Fondazione è attiva in 4 continenti e 15 Paesi. In concomitanza dell’anniversario del trentesimo, i cui festeggiamenti sono avvenuti, nei giorni scorsi a Roma, anche nella diocesi di Lugano si è manifestata la volontà di rifondare il capitolo luganese dopo qualche anno di inattività anche grazie all’appoggio e all’ascolto di mons. Alain de Raemy. Oggi (foto) l'incontro per sancire il riavvio del Capitolo: «La presenza in diocesi permette di declinare la riflessione svolta a livello globale dalla Fondazione per le realtà locali, grazie alla partecipazione di imprenditori, professionisti e accademici cattolici locali altrettanto pronti ad integrare nella loro attività professionale i principi della Dottrina sociale della Chiesa», sottolinea Alessandro Simoneschi, da noi contattato e tra i promotori dell’iniziativa, assieme a Stefano Devecchi Bellini, Presidente dell’Unione cristiana imprenditori ticinesi.

    «Desideriamo così contribuire alla creazione di una nuova cultura economica e sociale secondo gli indirizzi delle Encicliche papali, con particolare riferimento a quelle più recenti: la stessa “Centesimus Annus”, ma anche la “Caritas in Veritate”, la “Laudato si’’ e la “Fratelli Tutti”. Proprio Papa Francesco, incontrando i rappresentanti della Fondazione lo scorso lunedì, ha voluto invitarci a “pensare e agire in termini di comunità”. È qui è il richiamo alla realizzazione del bene comune che non è semplicemente la somma degli interessi personali di ciascuno, ma la realizzazione di uno sviluppo che sia integrale sotto il profilo ambientale, sociale e spirituale».

    In Vaticano, a seguito dell’udienza, ci racconta SImoneschi, i partecipanti hanno preso parte a un convegno internazionale di due giorni, durante i quali «sono state formulate raccomandazioni importanti in primis al mondo della finanza affinché sia sempre, alla luce delle indicazioni della Dottrina sociale della Chiesa, al servizio del bene comune».

    Ma l’appoggio del Papa alla Fondazione si è di recente manifestato anche in un altro modo. Infatti, spiega Simoneschi, «la Fondazione ha pubblicato, proprio con la prefazione di papa Francesco, uno studio scientifico interdisciplinare dal titolo «Più leadership femminile per un mondo migliore: il prendersi cura come motore per la nostra casa comune». Partendo dai concetti di giustizia, del ‘prendersi cura’, del bene comune e passando attraverso lo studio della presenza femminile nelle Università cattoliche e negli istituti di istruzione superiore lo studio propone idee progettuali e soluzioni per una solidarietà inclusiva. Per poter affrontare questa sfida e le altre, come quella dell'ecologia e dello sviluppo integrale, è necessario che i cattolici si assumano le proprie responsabilità portando uno spirito nuovo fatto di cooperazione e fratellanza».

    Per richiedere informazioni sulle attività della Fondazione in Ticino: centesimusannuslugano @gmail.com.

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