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  • Fra Edy Peduzzi

    Fra Edy Pedruzzi, custode dei frati cappuccini della Svizzera italiana: "Aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso"

    Tolleranza zero qualora fossero comprovate le molestie nei confronti di una donna disabile di un frate cappuccino del Sopraceneri, come riportato dai media ieri. È quello che dichiara fra Edy Rossi Pedruzzi, da un anno custode dei frati cappuccini della Svizzera italiana.

    Fra Edy Pedruzzi, la Chiesa in questi tempi insiste per la trasparenza. In particolare, chiede che gli Ordinari a conoscenza di un abuso lo comunichino subito alle autorità civili. I media dicono che, come Ordine, siete venuti a conoscenza dei fatti solo al momento dell'arresto…"È così. Non ho più informazioni di quelle che sono state comunicate dai media nelle ultime ore. Proprio oggi sono andato a fare visita al frate. Anche durante il colloquio di oggi, l'ispettore che ci sorvegliava mi ha impedito di affrontare l'accaduto. In sostanza al momento ci affidiamo all'inchiesta in corso, a quello che emergerà grazie al lavoro della magistratura.  C'è una giustizia civile che sicuramente farà il suo corso, poi potremo intervenire con fermezza come ordine religioso. Abbiamo però garantito alla magistratura la nostra massima collaborazione. Dovessero essere confermate le accuse, prenderemo i necessari provvedimenti nei riguardi del confratello".

    Le nuove norme varate dalla Conferenza dei Vescovi svizzeri prevedono tra l'altro che ogni Diocesi, comunità monastica o altra comunità ecclesiale elabori un proprio concetto di prevenzione..."Certo: in particolare, nell'immediato, l'accaduto ci invita sicuramente alla vigilanza sulle nuove candidature. Mi sembra che un miglioramento potrebbe sicuramente essere fatto, mettendo in atto uno sforzo per integrare ancora meglio i sacerdoti e i frati che vengono da lontano. Spesso ci troviamo infatti confrontati con candidati che hanno un grande problema di integrazione, legato soprattutto alle barriere linguistiche. Ecco, da parte nostra potrebbe essere fatto uno sforzo maggiore per abbatterle. In che modo? Con dei corsi mirati, magari anche con l'appoggio della Facoltà di Teologia di Lugano e, soprattutto, facendo in modo che i candidati destinati a rimanere in Ticino siano formati al sacerdozio qua da noi. Questo è un punto che mi sta a cuore: l'integrazione dei candidati, che sia portata a termine al cento per cento".

    Proprio quest'oggi, come ci informa poi fra Edy Pedruzzi, nel Vicariato delle Tre Valli e del Bellinzonese si è svolta anche una mattina di formazione per sacerdoti e religiosi, parte del programma di prevenzione promosso già da qualche anno dalla Diocesi di Lugano grazie alla collaborazione con la dott.ssa Myriam Caranzano-Maitre, Direttrice ASPI, il maggior ente privato di riferimento della Svizzera Italiana per il rispetto, i diritti e il buon trattamento dei bambini. La mattina di oggi prevedeva, in particolare, la visita alla mostra voluta da ASPI e organizzata da Laura Piffaretti "Sono unico e prezioso!". L’obiettivo principale della mostra - che sta girando nelle scuole ticinesi - è trasmettere agli allievi delle competenze che possano aiutarli a proteggersi da possibili abusi sessuali e da altre forme di maltrattamento. Questo avviene attraverso la sperimentazione diretta, interattiva e ludica di messaggi dichiarativi chiari e, nonché attraverso la sensibilizzazione degli adulti di riferimento.

    "Abbiamo preso conoscenza - dichiara don Mattia Scascighini, tra i partecipanti dell'incontro - dei molteplici linguaggi adoperati dai bambini per manifestare il loro disagio. Spesso il bambino non comunica a parole, ma assumendo dei comportamenti particolari che indicano il maltrattamento ricevuto. Trovo che a livello diocesano, in materia di prevenzione, si stia facendo molto. È importante come Chiesa locale tenere aperti gli occhi. Dobbiamo aggiornarci. Ci sono soprattutto sacerdoti, già avanzati nell'età e cresciuti con un'educazione diversa dalla nostra, che ne sentono il bisogno". "Durante la condivisione a gruppi di questa mattina è emerso chiaramente tra i sacerdoti e i religiosi l'auspicio che questi incontri di sensibilizzazione continuino, perché sono fondamentali".

     

     

     

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