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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Padre Mauro Jöhri

    Fra Mauro Jöhri, rieletto Custode dei cappuccini della Svizzera italiana: "Siamo convinti di potercela fare"

    È un’antica consuetudine quella che porta, ogni tre anni, le varie circoscrizioni di frati cappuccini, anche in Ticino, a riunirsi per il loro capitolo. Essa, infatti,  «risale direttamente al nostro padre fondatore San Francesco, al quale sembra sia stato imposto da papa Innocenzo III, l’obbligo di riunirsi regolarmente in prossimità della Pentecoste, clausola affinché venisse accettata, nel 1209, la regola costitutiva dell’Ordine», ci spiega fra Mauro Jöhri, da noi raggiunto in queste ore al Santuario della Madonna del Sasso, dove risiede, dopo la rielezione a Custode dei frati cappuccini della Svizzera italiana, proprio durante il capitolo tenutosi lo scorso 30 maggio.

    Da cinque anni in cammino
    con la Provincia milanese

    Un capitolo durante il quale alla presenza del Ministro provinciale di Milano, fra Angelo Borghino, sono stati scelti quali consiglieri di fra Jöhri, fra Agostino Del Pietro e fra Giambattista Rosa. Al capitolo si è fatto  il punto a cinque anni dalla decisione di aderire quale Custodia della Svizzera italiana  alla Provincia di Milano: «Sono stati tre anni, rispetto all’ultimo capitolo, certamente di cambiamenti, con la vendita del Convento della Salita dei Frati a Lugano e l’apertura del Convento e Santuario del Bigorio a nuove forme di ospitalità, adibendo alcune camere per l’accoglienza nella formula del bed&breakfast. La vicinanza a Milano ci ha permesso soprattutto di poter contare su qualche confratello in più».  Inoltre «durante il Capitolo alcuni frati hanno portato la loro testimonianza: fra Martino Dotta sulla Fondazione S. Francesco, da lui presieduta, in aiuto della popolazione e in soccorso delle forme di nuove povertà; fra Eraldo Emma sullo stato dell’Ordine francescano secolare, fra Andrea Schnöller sui corsi e seminari di meditazione che egli tiene regolarmente».

    L’accompagnamento
    nelle parrocchie ticinesi

    Centrale, nella vita dei religiosi, rimane l’aspetto dell’accompagnamento, in tutte le sue forme: «I pellegrini alla Madonna del Sasso, rispetto a un tempo – prosegue fra Jöhri – sono certamente diminuiti, ma il nostro compito, in particolare quello delle celebrazioni settimanali e festive e delle confessioni, prosegue e non è messo in discussione. Anche a Faido svolgiamo un ruolo importante, accompagnando la vita di ben 13 parrocchie, mentre a Bellinzona, presso la chiesa del Sacro Cuore, la comunità è altresì bisognosa della nostra presenza, essendo tra l’altro anche il numero di famiglie giovani in crescita. Infine, teniamo molto anche alle proposte formative offerte al Bigorio». _

    Antiche tradizioni
    alla Madonna del Sasso

    Per garantire questa presenza, «è essenziale il senso di fraternità, anzitutto tra noi. Lo stesso capitolo viene vissuto ogni volta in senso profondamente sinodale. È un camminare assieme che come frati sperimentiamo da secoli, contenti di poterci sentire famiglia, anche con le parrocchie. Penso alla comunità di Locarno che puntualmente, ogni 31 maggio, sale lungo la via della valle ai piedi della Madonna del Sasso in pellegrinaggio, a seguito del voto pronunciato oltre 300 anni or sono, dopo che la città fu risparmiata dalla peste. Un bel momento di condivisione che ci rinfranca, rivissuto proprio qualche giorno fa, anche in occasione della Preghiera nazionale per il Sinodo, indetta dai vescovi svizzeri e svoltasi, come in altre chiese, anche presso il Santuario».

    I festeggiamenti
    per il centenario di padre Pozzi

    Ma la vita dei cappuccini ticinesi è inoltre segnata, quest’anno, anche da un importante anniversario: «Negli scorsi giorni ci è stata data la possibilità di ricordare con un importante Convegno, organizzato dalle Università di Lugano e Friborgo e dalla Biblioteca Salita dei Frati, padre Giovanni Pozzi (1923-2002), cappuccino e figura di illustre italianista. Continueremo a ricordarlo, in ottobre, con un secondo  convegno, occasione per la quale abbiamo dato il nostro sostegno alla pubblicazione di un importante volume che vedrà la luce in quei giorni sui suoi scritti a tema francescano. Esprimiamo, per ciascuna di queste possibilità di fare memoria, profonda gratitudine».

    Lo sguardo al futuro

    La ricerca di nuove forze, da un punto di vista delle vocazioni, «rimane una questione difficile, per la quale tuttavia il Capitolo ha deciso per ora di non impegnarsi in modo specifico, credendo di poter comunque continuare, con 18 frati in tutto distribuiti in 4 comunità, a garantire i servizi offerti finora alla popolazione. La decisione  è dunque stata quella di andare avanti con tutte le nostre attività, convinti di potercela fare», conclude fra Jöhri.

    Laura Quadri

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