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  • Francesco ai brasiliani: “Solidarietà e condivisione più forti di egoismo e corruzione”

    «L’amore, manifestato nella solidarietà e nella condivisione, è più forte e luminoso delle tenebre dell’egoismo e della corruzione». Ai fedeli brasiliani, che da oltre un anno vivono una intricata situazione politica e sociale, Papa Francesco – nel suo videomessaggio per le celebrazioni del 300esimo anniversario del ritrovamento dell’immagine della Madonna di Aparecida, patrona del Paese – consegna un mandato chiaro: «conservare la speranza» e «vivere nella gioia». Anche e soprattutto «quando intorno a noi le situazioni di disperazione sembrano volerci scoraggiare».

     

    «Non lasciatevi vincere dallo sconforto, non lasciatevi vincere dallo sconforto», ripete per due volte il Papa nel filmato diffuso oggi. «Il cristiano non è mai pessimista» aggiunge, chiedendo perdono per non aver potuto partecipare fisicamente alle celebrazioni giubilari nonostante «la grande nostalgia» per il Brasile, che fu la prima tappa dei suoi viaggi internazionali durante la Gmg del 2013. «In quell’occasione ho anche manifestato il mio desiderio di essere con voi in questo anno giubilare, ma la vita di un Papa non è semplice» si giustifica Bergoglio, motivando quindi la scelta di nominare come suo delegato il cardinale Giovanni Battista Re.

     

    Francesco – che già aveva salutato i fedeli brasiliani durante l’udienza generale di mercoledì scorso – ha voluto comunque ribadire a voce il suo «affetto», tramite il filmato diffuso dalla Rete Aparecida di Comunicazione, per questo popolo del quale ancora ricorda vividamente «l’accoglienza tanto calorosa che viene dal suo abbraccio e dal suo cuore generoso».

     

    Un popolo speciale, quello brasiliano. che proprio per questo non deve perdere «la speranza», che, sottolinea il Pontefice, «è la virtù che deve permeare i cuori di coloro che credono». «Abbiate fiducia in Dio», incoraggia, «abbiate fiducia nell’intercessione della Nostra Madre Aparecida». Proprio nel «cuore devoto» della Madonna, la cui effigie fu ritrovata nel 1717 nelle acque di un fiume da tre poveri pescatori, e proprio in quel santuario dove nel 2007 ebbe luogo la storica Conferenza episcopale latinoamericana, guidata dall’allora cardinale Bergoglio, «possiamo toccare la speranza che si concretizza nell’esperienza della spiritualità, nella generosità, nella solidarietà, nella perseveranza, nella fraternità, nella gioia».

     

    Una gioia che, si augura Francesco, «possa traboccare e raggiungere ogni angolo del Brasile, soprattutto le periferie geografiche, sociali ed esistenziali, che tanto bramano una goccia di speranza». «Il semplice sorriso di Maria, che riusciamo a scorgere nella sua immagine, sia fonte del sorriso di ognuno di voi dinanzi alle difficoltà della vita», aggiunge.

     

    Infine ringrazia tutto il popolo brasiliano «per le preghiere che rivolge quotidianamente per me, soprattutto durante le celebrazioni della Santa Messa». «Pregate per il Papa e siate certi che il Papa prega sempre per voi», afferma, «insieme, da vicino o da lontano, formiamo la Chiesa, Popolo di Dio. Ogni volta che collaboriamo, anche se in modo semplice e discreto, all’annuncio del Vangelo, diventiamo, come Maria, autentici discepoli e missionari. E oggi il Brasile ha bisogno di uomini e donne che, colmi di speranza e saldi nella fede, siano testimoni del fatto che l’amore, manifestato nella solidarietà e nella condivisione, è più forte e luminoso delle tenebre dell’egoismo e della corruzione».

     

    Oltre al video, il Papa ha voluto ricordare questo «momento di festa» per la Chiesa del Paese latinoamericano attraverso un tweet lanciato dall’account @Pontifex in nove lingue: «La Madonna di Aparecida è stata trovata da poveri lavoratori: oggi benedica tutti, specialmente quelli che cercano un lavoro».

     

    L’inviato speciale, il cardinale Re, nella sua omelia celebrata oggi nel Santuario ha invece esortato «a ripartire da Cristo» affidandosi con fiducia alla Madonna, affettuosamente chiamata solo “Aparecida”, senza la quale è impossibile comprendere la storia stessa del Brasile. «In questa nostra epoca dell’elettronica e dei computer, delle conquiste spaziali e dei satelliti, nel momento in cui la scienza e la tecnica hanno raggiunto traguardi sempre più elevati, il mondo rischia di diventare meno umano», ha ammonito il cardinale.

     

    «Il popolo cristiano sente il bisogno di un rinnovato fervore mariano per un recupero dei valori che contano, per un avvenire più giusto, più umano e più cristiano. Senza i valori morali e spirituali il futuro del Brasile non sarà migliore». Perciò, ha chiosato Re, «mentre da un lato sperimentiamo un permissivismo strisciante, dall’altro lato sentiamo sempre di più il bisogno dell’aiuto della Madonna». Solo Lei può offrire «luce, sostegno e conforto» perché «conosce i nostri affanni» e «al suo sguardo materno non sfugge nessuna situazione di ogni singola persona, della Chiesa, dell’intera famiglia umana».

    Salvatore Cernuzio - VaticanInsider

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