Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Lun 2 feb | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image COMMENTO

    Gesù di Nazareth e la comunicazione: guardare indietro per camminare verso il futuro

    Pubblico la postfazione dell’ultimo numero di «Parole&parole – monografie» sul tema Gesù di Nazareth e la comunicazione. Immagini e parole. Con contributi di don Claudio Laim, Gaelle Courtens, Stefano Zuffi, Stefania De Vito e molti altri. Gesù non è il comunicatore perfetto, come fosse un contenitore impenetrabile. Non è una manager, o un professionista che ha presentato in pubblico un progetto. Sebbene ne sappia di comunicazione, Egli non è un venditore che propone un prodotto o un dipendente determinato a chiedere un aumento. E allora come fa a comunicare il proprio punto di vista con chiarezza e senza alzare la voce? Postfazione Dopo aver letto i Vangeli e anche questo numero di “Parole&parole - monografie”, si intende (non in modo dissacrante) che Egli ha voluto fare gli esseri umani, comunicatori. Non tiene perciò per sé i segreti e i trucchi del mestiere. E il suo scopo finale non è la comunicazione in sé. Attraverso Lui, infatti, oggi sappiamo che la catechesi è sia una questione di metodo, che di contenuto. Sembra ovvio? Riflettiamoci. E allora Gesù non è un modello da copiare, ma da ricreare, da ambientare nei tempi. Piuttosto che comunicatore perfetto si può dire che Gesù sia l’ “uomo immagine” di Dio. E da Lui trasmette ad altri, è un vettore di abilità. Dal Padre prende le tre le qualità decisive del capo carismatico: passione, responsabilità e lungimiranza, come direbbe Max Weber. La lettura sociologica, per via razionale, conferma le doti di capo carismatico di Gesù, ma si sa che il potere necessita di comunicazione. E dal Padre ha imparato anche queste capacità. Gesti “mediatici” che diventano tòpos di Padre in figlio? Tocca, vede, sceglie, e soprattutto tace, si sottrae. Come in una battitura musicale.  Prendiamo il punto: i silenzi di Gesù. Ad una prima lettura puo sembrare strano che quando si parla di comunicazione come primo punto si tratti il silenzio. Tutti almeno una volta abbiamo sperimentato il disagio dei momenti di silenzio nel bel mezzo di una conversazione. Quando nessuno sa più cosa dire. Il silenzio crea una distanza infinita tra i due interlocutori. Solo Luca riporta l’incontro di Gesù con Erode durante la passione: «Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non rispose nulla» (23,8-9). Il silenzio è un chiaro messaggio di rifiuto. Da parte di Erode c’è solo la bramosia di vedere qualcosa di spettacolare, e non ha certo voglia di entrare in relazione comunicativa con Gesù. Mancando i presupposti base per una proficua conversazione, il silenzio diventa d’obbligo e più eloquente di tante parole. E quindi il silenzio ci porta all'utilizzo corretto del linguaggio non verbale. Gesù è maestro e la gestualità e la sua postura sono aspetti fondamentali. Per creare continutà tra due persone è necessario passare dal corpo. Anche in questo ambito non mancano esempi che mostrano la capacità del Maestro di mandare messaggi e insegnare a noi come comunicare. Quando stava per partire per Gerusalemme, Gesù «prese la ferma decisione» (9,51) secondo la traduzione italiana ufficiale. In realtà, il testo greco riporta to prosopon esterisen che letteralmente significa «indurì il volto». Quello che la traduzione rende come atto della volontà, l’originale esprime con un tratto del volto... ...continua a leggere nel volume pubblicato dall'Associazione Biblica della Svizzera Italiana (absi), vi rimando al sito per tutte le informazioni. Clicca qui. Il prossimo 15 giugno, a partire dalle ore 20, presso il cinema dell’Oratorio di Balerna si terrà la proiezione commentata del celebre film di Pier Paolo Pasolini «Il vangelo secondo Matteo». L’iscrizione è gratuita e obbligatoria (termine di iscrizione: 10 giugno 2021). Nel corso della serata sarà presentato l’ultimo numero della rivista «Parola&parole – monografie» intitolata «Gesù di Nazareth e la comunicazione. Immagini e parole». di Francesco Muratori

    News correlate

    no_image

    Liceo diocesano di Breganzona: serata di presentazione il 2 e il 24 febbraio

    L'ateneo prepara allieve e allievi al conseguimento della Maturità svizzera, offrendo nel contempo un ambiente educativo in cui ciascuno possa essere seguito, valorizzato e orientarsi nelle proprie scelte future.

    no_image

    Lettori e accoliti, "un valore aggiunto nelle nostre comunità per camminare insieme"

    Il 24 gennaio in Cattedrale a Lugano mons. Alain de Raemy ha celebrato il rito di istituzione di 12 Accoliti e 8 Lettori. La testimonianza di Andrea Narciso, cappellano dell'esercito e accolito di Novazzano e del parroco don Paolo Solari.

    no_image

    Il vescovo emerito Pier Giacomo Grampa ricorda i 22 anni dalla sua ordinazione vescovile

    Il 25 gennaio ha concelebrato la Santa Messa con il fratello don Giuseppe nella chiesa di San Simpliciano a Milano. È rimasto alla testa della Diocesi di Lugano fino al 7 dicembre 2013. Ora prosegue il suo impegno per il futuro della Chiesa attraverso la pubblicazione di vari testi e le conferenze.

    no_image

    Stefano D’Archino sui suoi sette anni quale pastore della Chiesa evangelica riformata di Bellinzona

    Ha concluso il suo mandato alla fine del 2025. "Rinnovare lo spirito comunitario": è una delle sfide della Chiesa evangelica riformata oggi, secondo il pastore. La sua funzione è ora ricoperta da Tommaso Manzon.

    no_image
    COMMENTO

    Ascoltare per vivere: la Parola di Cristo, un'esperienza alla portata di tutti

    Si celebra domenica 25 gennaio la VII Domenica della Parola di Dio, istituita nel 2019 da papa Francesco allo scopo di rimarcare, in modo particolare, l’importanza delle Scritture bibliche nella vita di chiunque si dica cristiano.

    no_image

    L’educazione, un ponte tra il Ticino e i bambini di Haiti per costruire il futuro

    Il 24 gennaio si celebra la Giornata Internazionale dell'educazione. Da Haiti, la testimonianza dell'associazione ticinese Mezanmi che attraverso il progetto diocesano rimane accanto ai bambini e alle comunità più vulnerabili e isolate.

    News più lette