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    Il "Giardino dei bambini" in aiuto ai terremotati in Siria e Turchia

    di Laura Quadri

    La paura dei sopravvissuti, lo scenario di morte e devastazione di una regione colpita da un sisma che ha raggiunto le 15’000 vittime, il dramma delle sanzioni alla Siria che ostacolano gli aiuti. È questa la situazione che si presenta a chiunque tenti, in queste ore, di prestare aiuto in Siria e Turchia. I soccorsi – una vera e propria corsa contro il tempo – giungono intanto anche dal Ticino. Tra le Associazioni che si sono subito mobilitate troviamo il «Giardino dei Bambini». Seyde, una volontaria dell’associazione, che da anni opera in Siria e Turchia, si trova in questo momento proprio nelle zone colpite dalla catastrofe in Turchia, come ci conferma Monica Marzano, presidente dell’Associazione. «Seyde racconta di una situazione disperata: la fornitura d’acqua e la corrente elettrica, nelle zone colpite, è totalmente mancante, assieme ai beni di prima necessità e in un periodo dell’anno dove la temperatura scende facilmente sotto lo zero. Raggiungere le zone sinistrate inoltre, è estremamente difficile. Sappiamo di zone dove gli aiuti materiali e la rifornitura agli sfollati non è ancora giunta. Da parte nostra le abbiamo fornito i mezzi per acquistare in loco quanti più generi alimentari possibile. Ci sentiamo di ora in ora per avere notizie e aggiornamenti».

    In un Paese martoriato dalla guerra come la Siria e in cui l’Associazione è altrettanto attiva da tempo, sottolinea Marzano, la situazione è apparsa «ancora peggiore». «L’embargo attualmente in vigore rende tutto drammaticamente complicato, in un Paese in cui dilagano ormai da tempo fenomeni come la prostituzione infantile, il commercio di organi e l’abbandono degli orfani di guerra. Lo scorso anno, come avevamo già raccontato dalle pagine di Catholica, avevamo dato avvio finalmente al progetto di recupero di un grosso edificio, in centro ad Aleppo, da adibire ad orfanotrofio. Nel frattempo, lo scorso mese, abbiamo ottenuto dal governo il diritto di poter alloggiare in questi spazi i primi ragazzi. Se ne è occupata Seyde; poi, alla notizia del terremoto, è subito ripartita dal Ticino alla volta della Turchia. Fortunatamente la struttura non è stata toccata dal terremoto; la nostra speranza è che il governo, vista la situazione e anche la disponibilità dell’edificio, ci permetta di ospitare le famiglie sfollate».
    L’associazione in questi giorni continuerà a promuovere due tipi di aiuto: «Da una parte la raccolta fondi, attraverso i nostri dati bancari, per permettere ai nostri volontari sul posto e con la nostra collaborazione, di prestare quanto più aiuto possibile; dall’altra, non appena avremo in chiaro come poter raggiungere gli sfollati, inizieremo la raccolta di sacchi a pelo e coperte visto il clima molto rigido».
    Per aiutare l’Associazione: Home - Il Giardino dei Bambini IBAN CH37 8080 8007 9938 1114 8.

    L’impegno di Caritas Svizzera

    Tra le tante associazioni che in questa settimana si sono attivate a sostegno delle popolazioni colpite vi è Caritas Svizzera che al momento sta concentrando i propri sforzi sulla Siria, poiché è già presente con progetti ad Aleppo, Hama e Homs. «Gli otto membri del personale di Caritas Svizzera in loco stanno supportando i partner locali nell’attuazione dei programmi di aiuto d’emergenza. L’obiettivo principale è distribuire beni essenziali, come cibo, coperte e prodotti per l’igiene, e aiutare a rimuovere le macerie», si legge sul sito. Per donazioni: www.caritas.ch/it

    L'appello di «Aiuto alla Chiesa che soffre» per Siria e Turchia (catt.ch)

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