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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Papa Leone XIV alla finestra del Palazzo Apostolico

    Il Papa al Regina Caeli: "Abbraccio i popoli che soffrono per la guerra"

    “Ogni sorella e ogni fratello è dimora di Dio” e la sua presenza “si rivela specialmente nei piccoli, nei poveri e in coloro che soffrono, chiedendoci di essere cristiani attenti e compassionevoli”. È ciò che ricorda la catechesi di Papa Leone XIV che precede la preghiera del Regina Caeli di questa Sesta domenica di Pasqua.

    C'è grande entusiasmo tra i fedeli in Piazza San Pietro, quando per la prima volta Leone XIV appare alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico, che si affaccia su Piazza San Pietro. Il Papa ringrazia tutti i fedeli, i tantissimi tra le braccia del Colonnato, e quelli collegati attraverso i mezzi di comunicazione, “per l’affetto che mi state manifestando, mentre vi chiedo di sostenermi con la vostra preghiera e vicinanza”. Con un riferimento anche alla sua “chiamata” da parte del Signore, Leone XIV sottolinea che “nel percorso di vita così come nel cammino di fede, ci sentiamo a volte inadeguati”.

    Tuttavia, proprio il Vangelo di questa domenica ci dice che non dobbiamo guardare alle nostre forze, ma alla misericordia del Signore che ci ha scelti, certi che lo Spirito Santo ci guida e ci insegna ogni cosa.

    Se Dio dimora in noi, il suo amore ci illumina

    Gesù libera gli Apostoli, turbati e angosciati alla vigilia della sua morte, da questa preoccupazione, annunciando il dono dello Spirito, e può die loro: “Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”.

    Se rimaniamo nel suo amore, infatti, Lui stesso prende dimora in noi, la nostra vita diventa tempio di Dio e questo amore ci illumina, si fa spazio nel nostro modo di pensare e nelle nostre scelte, fino a espandersi anche verso gli altri e irradiare tutte le situazioni della nostra esistenza.

    Anche se fragili, diveniamo strumento del suo amore

    Il dono dello Spirito Santo, spiega il Pontefice, è proprio questo “dimorare di Dio in noi”, che “ci prende per mano e ci fa sperimentare, anche nella vita quotidiana, la presenza e la vicinanza di Dio, rendendoci sua dimora”. Ed è bello allora che, “guardando alla nostra chiamata, alle realtà e alle persone che ci sono state affidate, agli impegni che portiamo avanti, al nostro servizio nella Chiesa”, commenta Papa Leone XIV, ciascuno di noi possa dire con fiducia

    Anche se sono fragile, il Signore non si vergogna della mia umanità, anzi, viene a prendere dimora dentro di me. Egli mi accompagna col suo Spirito, mi illumina e mi rende strumento del suo amore per gli altri, per la società, per il mondo.

    La presenza di Dio nei piccoli e nei poveri

    Rafforzati da questa promessa, conclude il Papa, “camminiamo nella gioia della fede, per essere tempio santo del Signore”.

    Impegniamoci a portare il suo amore ovunque, ricordandoci che ogni sorella e ogni fratello è dimora di Dio, e che la sua presenza si rivela specialmente nei piccoli, nei poveri e in coloro che soffrono, chiedendoci di essere cristiani attenti e compassionevoli

    In questo possiamo affidarci all’ intercessione di Maria Santissima, che, per opera dello Spirito Santo, è diventata “Dimora consacrata a Dio”. Con Lei, ricorda infine Leone XIV, “anche noi possiamo sperimentare la gioia di accogliere il Signore ed essere segno e strumento del suo amore”.  

    “Preghiamo per chi cerca la pace”

    La nostra preghiera abbraccia tutti i popoli che soffrono a causa della guerra; invochiamo coraggio e perseveranza per quanti sono impegnati nel dialogo e nella ricerca sincera della pace

    Questo l’appello finale di Papa Leone XIV, dopo la preghiera mariana, per esprimere vicinanza e sostegno a quanti sono messi in ginocchio dalle violenze e dai conflitti nel mondo, come pure a tutti coloro che si impegnano per fermare le guerre. Mentre dal mondo, in primis Gaza e Ucraina, continuano a giungere notizie di attacchi, morti, case e villaggi distrutti, il Papa fa risuonare la sua voce davanti a migliaia di fedeli in Piazza San Pietro.

    Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina

    Il Pontefice ricorda anche la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina di ieri, sabato 24 maggio. Istituita da Benedetto XVI nel 2007, si celebra nella memoria liturgia della Beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani.

    Nelle chiese e nei santuari della Cina e in tutto il mondo si sono elevate preghiere a Dio come segno della sollecitudine e dell’affetto per i cattolici cinesi e della loro comunione con la Chiesa universale. L’intercessione di Maria Santissima ottenga a loro e a noi la grazia di essere testimoni forti e gioiosi del Vangelo, anche in mezzo alle prove, per promuovere sempre la pace e l’armonia

    Dieci anni fa l’enciclica Laudato si’

    Il Papa richiama poi un'altra importante ricorrenza: il decennale dell’enciclica di Francesco Laudato si’ sulla cura della casa comune, pubblicata il 24 maggio 2015. Papa Leone ne sottolinea il fondamentale impatto che il documento ha avuto nei cinque continenti: “Essa ha avuto una straordinaria diffusione, ispirando innumerevoli iniziative e insegnando a tutti ad ascoltare il duplice grido della Terra e dei poveri. Il Pontefice si rivolge anche coloro che hanno agito ispirati dall'enciclica: “Saluto e incoraggio il Movimento Laudato si’ e tutti coloro che portano avanti questo impegno”.

    L’esempio del nuovo beato Stanislao Kostka Streich

    Leone XIV infine pone agli occhi dei fedeli l’esempio e la testimonianza del prete polacco e martire Stanislao Kostka Streich, beatificato ieri nella città di Poznań. “Ucciso in odio alla fede nel 1938, perché la sua opera in favore dei poveri e degli operai infastidiva i seguaci dell’ideologia comunista”, sottolinea il Papa.

    Il suo esempio possa stimolare in particolare i sacerdoti a spendersi generosamente per il Vangelo e per i fratelli.

    Il testo completo della catechesi di Leone XIV: Regina Caeli, 25 maggio 2025 | LEONE XIV

    vaticannews/red

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