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  • Il Partito evangelico svizzero (PEV) chiede un aumento degli assegni familiari

    In Svizzera le famiglie sono esposte a un rischio di povertà superiore alla media.  Il Partito evangelico svizzero (PEV) chiede in una mozione che in futuro gli assegni familiari vengano adattati secondo il cosiddetto indice «misto». Ciò tiene conto non solo dell’evoluzione dei prezzi al consumo ma anche di quella dei salari.

    Il costante aumento dei costi dell'abitazione, del cibo, dell'energia, della sanità e dell'assistenza grava pesantemente sui bilanci delle famiglie, rileva il PEV in un comunicato stampa del 9 gennaio 2024. In una mozione il consigliere nazionale PEV/BE Marc Jost invita il Consiglio federale a modificare le leggi in modo che gli adeguamenti delle aliquote minime degli assegni familiari si basino in futuro su quello che il cosiddetto indice “misto”. Oggi gli assegni familiari vengono adeguati solo quando l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato di almeno 5 punti. L’indice salariale non ha alcun ruolo. Di conseguenza, gli assegni familiari sono rimasti invariati dal 2006, nonostante l'inflazione spesso più elevata, osserva Marc Jos.

    Gli importi dell’AVS, della LPP, delle prestazioni complementari o dell’AI vengono già adattati oggi secondo l’indice «misto». Ciò tiene conto sia dei prezzi al consumo che dell'indice salariale calcolato dall'Ufficio federale di statistica. Negli ultimi vent'anni la rendita minima AVS è aumentata di circa lo 0,8% all'anno.

    Gli assegni familiari offrono sostegno a tutte le famiglie, indipendentemente dal modello di cura e di attività professionale scelto, sottolinea il PEV. Permettono alle famiglie di scegliere il proprio modello familiare e assistenziale. Contribuiscono così a rendere la cura dei bambini finanziariamente sostenibile, indipendentemente dal modello familiare. (cath.ch/com/mp/ traduzione catt.ch)

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