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Mar 3 feb | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Il valore del tempo del Coronavirus

    In queste settimane, come confratelli potremmo sentirci delusi, arrabbiati o inutili. Non ci sono le feste, le messe, o se ci sono, vengono celebrate a porte chiuse e senza un minimo di solennità. Le funzioni televisive restano nella nostra mentalità come un’occasione un po’ persa. “Meglio di niente…, cara grazia, speriamo che passi in fretta, speriamo di tornare alla normalità”. Molti membri delle nostre confraternite sono persone anziane, a rischio, e sono tante le famiglie che lamentano malati o defunti. Neanche i funerali! Eppure, in tutto questo male -perché una pandemia è un male, inutile negarlo- cosa ci può sollevare? La presenza di Dio come agisce? Secondo la logica della Croce sappiamo che malgrado tutto la sua Vita vince. È vero. Ma concretamente?

    Ebbene, come cristiani, come confratelli siamo chiamati ad essere la voce, lo sguardo (se possibile), le mani e i piedi dello stesso Signore, che ci ha chiesto di fare “come Io ho fatto a voi”, lavandoci i piedi gli uni agli altri. Ergo: in queste settimane, la proposta a tutti è di essere ancora più uniti nelle nostre confraternite. Telefonarsi, mantenere i contatti, interessarsi se qualcuno è in difficoltà. E fare qualche servizio, se possibile. Mantenere i rapporti con il curato: anche lui magari ha necessità di una chiacchierata, a livello religioso ma anche umano. Tenere aperte le chiese, magari facendo un po’ di adorazione. E poi la preghiera, per alimentare la speranza. Rendiamocene conto: questo tempo, queste iniziative sono PREZIOSE, e insostituibili! Davvero: sono le cose piccole che in questo tempo tornano ad essere preziose. Facciamone esperienza, e tesoro.

    E non solo: magari potremmo dedicare parte di questo tempo per riflettere su cosa o come sono le nostre confraternite. Come UCDL abbiamo fatto un sondaggio. Le situazioni sono molto disparate. Molte sono in crisi, dobbiamo pur dircelo. Perché non pensare al futuro delle nostre confraternite? Magari pensare se davvero portare l’abito una volta all’anno è sufficiente… E se l’essere cristiani in domenica e in chiesa basta o se invece osiamo crescere nel rapporto con il Signore e con tutti sempre.

    Questo è un tempo prezioso. Non buttiamolo alle ortiche. Davvero pensiamo come crescere, ciascuno e tutti insieme. Quando succede una disgrazia un tempo di lutto è necessario. È umano. Ma poi… non ci possiamo solo lamentarci. Questo lo fanno tutti. Come cristiani dobbiamo porci in un’altra ottica: questa circostanza ci è data per crescere nel rapporto con Gesù. È Lui che ci richiama ad avere un’amicizia più forte. Concretamente. Dunque: ci lasceremo sfidare? Cercheremo di vedere tutta la nostra realtà con i Suoi occhi, con la coscienza che Lui è il Risorto?

    L’ultima sfida: perché non mettere in comune l’esperienza, le riflessioni di questo tempo? Quelle positive, ma anche quelle negative. Quelle personali o magari quelle relative al presente o al futuro delle nostre confraternite. Affinché tutti possano approfittarne.

    Natale Cremonini, Priore Generale dell'Unione delle confraternite della Diocesi di Lugano

    (commento adattato da una lettera inviata a tutte le confraternite)

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