Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Sab 31 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image

    Il vescovo Lazzeri alla via Crucis per le vie di Lugano: "Scopriamoci ospitati dalla sua croce"

    Venerdì Santo: inginocchiarsi davanti alla Croce, adorando e ringraziando Colui, che, morendo, porta in dono e per sempre la vita. Dopo aver presieduto nel pomeriggio l’intensa Liturgia della Passione in Cattedrale a Lugano, il Vescovo Lazzeri, mentre le prime ombre della sera scendevano sulla città, ha guidato la Via Crucis, proposta, preparata e coordinata da Comunione e Liberazione.

    Un cammino intenso e prezioso, per i testi presentati (di Anton Čechov, François Mauriac, Luigi Santucci, Mario Luzzi, Olivier Clement), per la lettura di brani di Vangelo riferiti alla Passione e passaggi di Encicliche papali. Una ricchezza interiore trasmessa anche dai canti eseguiti dal bravissimo coro di CL, ben diretto da Enrico Rezzonico, che a tratti ha pure coinvolto la folla dei partecipanti.

    Il cammino da San Nicolao, alla Cattedrale e poi fino a Santa Maria degli Angioli

    Nella chiesa di San Nicolao a Besso Mons. Lazzeri ha aperto questa “via”, sottolineando che “parole e gesti ci accompagneranno in questa sera del venerdì santo, ma soprattutto silenzio per cercare di mandare in frantumi la crosta del nostro cuore e lasciare fluire in esso il fiume di grazia scaturito dalla croce di Cristo”. Nel contempo ha sottolineato il significato di questo cammino:

    “Non siamo qui per adattare a noi quello che è accaduto una volta. Piuttosto è il contrario che deve capitare: scoprirci ospitati, accolti, guariti e trasformati dall'avvenimento di cui facciamo memoria. È da esso che prende linfa e forza ogni nostro respiro e ogni battito del nostro cuore”.

    Il vescovo di Lugano ha invitato ad ascoltare “con tutto noi stessi”, mettendo “a freno la nostra smania di afferrare e capire”. Infatti “Lo potremo conoscere e amare di più, solo quando scopriremo maggiormente di essere da sempre e in modo inconfondibile da Lui amati e conosciuti”.

    Sul sagrato della cattedrale la prima sosta, ricordando quel giardino, che era “lo spazio prediletto, abituale, dell’incontro tra Gesù e i suoi discepoli”. Mons. Lazzeri ha sottolineato l’atteggiamento del Maestro, precisando che la prontezza del suo “presentarsi a chi lo vuole portare via è così inattesa che fa indietreggiare tutti, fa cadere tutti”. Ha quindi pregato: “insegnaci la tua nobiltà, donaci la tua forza divina, nell’ora in cui siamo tirati in causa e siamo chiamati a rispondere”.

    Nella seconda sosta, in piazza Dante, richiamando l’incontro con Pilato, Mons. Lazzeri ha parlato di “una scena penosa”, dove “tutti cercano di giocare d’astuzia per ottenere i propri obiettivi”. Per i Giudei “l’eliminazione fisica di Gesù”; per Pilato “l’uscita più facile da una situazione imbarazzante che potrebbe rovinargli la carriera”. Ma “su questo sfondo, brilla come un diamante prezioso la missione di Gesù nel mondo: farci vedere come sia possibile regnare, senza bisogno di farsi forti di un’autorità sacrale o basata sulle armi”. Chiara la conseguente preghiera: “Rendici con te testimoni limpidi e lieti della fedeltà incrollabile di Colui che ci ha chiamati alla vita”.

    “Dopo aver percorso le strade della città, meditando, pregando e cantando”, i molti partecipanti hanno vissuto l’ultima sosta in Santa Maria degli Angioli, dove il Vescovo ha sottolineato che “quello che accade dopo la morte di Gesù ci stupisce e ci apre alla speranza”. Un messaggio riferito a due persone ricordate nel Vangelo: “Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei” e “Nicodemo, quello che in precedenza era andato da lui nella notte”. A differenza degli “amici più stretti di Gesù”, trovano “il coraggio e la forza” di salire al Calvario “per dare degna sepoltura al Maestro”. Così “questi due poveri quasi fedeli” ci insegnano che “la fecondità sorprendente della Pasqua è anche questa: rimettere in moto i propositi dormienti, ravvivare la fiamma dei nostri abbozzi di sequela, neutralizzati da troppe timidezze e precauzioni”. Limpida e commossa la conseguente preghiera:

    “avvolgici con il silenzio del tuo corpo morto, deposto dalla croce, facci sentire concretamente l’ineffabile gravità delle tue membra, abbandonate nel sonno della morte. Sveglia in noi il gusto di compiere, nei tuoi confronti, i gesti della tenerezza più insensata e quindi più amorosa”.

    Lo Stabat Mater conclusivo

    Infine il bacio alla croce, quale gesto sublime di riconoscenza e di amore, mentre lo Stabat Mater nella chiesa dedicata a Maria era il canto alla Madre ai piedi della croce.

    Ora è il silenzio, il tuo silenzio ci ascolta. La vita è nella terra, il seme sta germogliando, la notte prepara la luce per l’alba di vento, di speranza e di vita.

    (g.b.)

    News correlate

    no_image

    Lugano, Facoltà di Teologia: cronaca e foto dell'avvio dell'anno accademico

    Il 30 ottobre, una solenne S. Messa presieduta da mons. de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi nonché Gran Cancelliere della Facoltà, ha dato avvio all'anno accademico. Nel pomeriggio la lectio di Gabriella Gambino, Sotto-Segretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.

    no_image

    Le misure di risparmio della città di Lugano colpiscono anche le parrocchie

    La Curia diocesana prende atto dei tagli del 20% ai contributi comunali di Lugano alle parrocchie, decisi per due anni nell’ambito di misure di risparmio da 10 milioni. Preoccupazione per l’impatto su attività pastorali e socio-culturali; avviato dialogo con autorità e coordinamento tra parrocchie.

    no_image

    In Cattedrale a Lugano le ordinazioni sacerdotali. L'intervista ai Rettori dei seminari di Lugano e Melano

    Don Claudio Mottini rilegge gli anni trascorsi alla guida del Seminario S. Carlo, carica che assunse nel 2017 e lascerà quest'anno, mentre don Mario Trulio esprime il proprio augurio ai neo sacerdoti formatisi al Seminario "Redemptoris Mater" a Melano.

    no_image

    Il 7 giugno in Cattedrale a Lugano l'ordinazione di quattro nuovi sacerdoti

    L'amministratore apostolico della Diocesi di Lugano, mons. Alain de Raemy, ordinerà sacerdoti i diaconi don Hugo Mota Almeida (seminario diocesano), don Filippo Pascolini, don Niccolò Curci e don Fabio delli Carri (seminario Redemptoris Mater).

    no_image

    Un'intensa giornata di preghiera, testimonianze e workshop apre la GMG nazionale a Lugano

    Dopo la S. Messa con mons. Lovey, vescovo di Sion e mons. de Raemy, sabato oltre 700 ragazzi hanno potuto sperimentare 40 diverse attività sparse per la città e, nel Villaggio dei giovani, conoscere svariate realtà ecclesiali attive in Svizzera. Alla sera il concerto tanto atteso con il prete dj, padre Guilherme.

    no_image

    Il Convegno dedicato a don Sandro Vitalini. Intervista a Ernesto Borghi

    In occasione dell'importante consesso internazionale del 22 febbraio a Lugano, approfondiamo alcuni aspetti dell'opera di don Sandro Vitalini a 5 anni dalla morte e a quasi 90 dalla nascita.

    News più lette