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Dom 1 feb | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Inni eucaristici

    O sacrum convivum O sacro convito: il banchetto è una componente umana abituale della vita. La novità impensabile e inimmaginabile è che a questo convito si mangia e si beve il Corpo e il Sangue di Cristo. In cui Cristo è nostro cibo In questo convito viene mangiato il Corpo di Cristo e bevuto il suo Sangue. Ma che cosa significa mangiare e bere? Non siamo certamente in una antropofagia. In realtà, mangiare e bere il Corpo e il Sangue di Cristo, significa la comunione d’Amore; significa amare nella forma più intima. Chi ama intimamente Gesù Cristo, fa la comunione. Si perpetua il memoriale della sua Pasqua Viene ricordata la Passione di Cristo: in realtà, la Passione di Cristo come avvenimento è passata per sempre. A essere attuale e a permanere oggi è la Gloria di Cristo, nella quale la Grazia è fiorita. L’anima nostra è colmata di grazia L’intimo dell’uomo viene colmato di Grazia: di una Grazia che è già un inizio o un riflesso reale della Gloria: una Gloria che attrae l’uomo. Sotto questo profilo, pur vivendo nel tempo, il credente è fuori del tempo, nel senso che si trova nella Pienezza del tempo stesso, appunto nella Gloria. Si deve, di conseguenza, concludere che noi siamo già virtualmente nella Gloria; o che siamo stati creati con un anticipo reale di Gloria destinato ad attuarsi compiutamente. Il tempo non ha un valore per se stesso: quanto avviene in esso tuttavia non è vano, ma progettato alla glorificazione. E ci è dato il pegno della gloria futura Nel tempo allora si trova la Gloria perché lo stesso tempo sia oltrepassato e “consumato”. Di conseguenza il Primato e la Precedenza sono della Gloria. Ancora: il tempo è dato perché in esso si svolga la nostra libertà – la Gloria non blocca la nostra libertà –. Ma, alla fine, la nostra libertà acquisisce tutto il suo valore quando si “esaurisce” nella Gloria. Da qui il grande valore del tempo e della storia. Pange lingua Canta, o lingua, il mistero del Corpo Glorioso e del Sangue prezioso che il Re delle genti effuse: Corpo e Sangue concepiti e donati dal Grembo verginale di Maria. Egli ci è stato dato dalla Vergine illibata; e, dopo aver trascorso i suoi giorni nell’esistenza terrena e avere sparso il Seme della sua divina Parola, concluse in modo mirabile il suo soggiorno terreno. Nella sera dell’ultima Cena coi suoi discepoli, fedele all’antica legge quanto ai cibi, con le sue mani diede se stesso come cibo ai dodici apostoli, che come fratelli stavano con Lui. Il Verbo si trasforma nella Carne, mentre il vino si trasforma nel Sangue di Cristo: se pur manca la percezione sensibile, la fede è assolutamente sufficiente per averne la certezza. Prostrati, veneriamo allora un così grande sacramento; cessi l’alleanza antica al sopravvenire dell’alleanza nuova. Esultanti, innalziamo la lode al Padre, al Figlio e allo Spirito che li unisce. E con ammirazione riconosciamo l’inesausta e incomparabile potenza che, senza differenze, va ad essi attribuita. di Inos Biffi

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