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Sab 31 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    La Diocesi di Lugano con il vescovo Lazzeri in pellegrinaggio al Santuario di Oropa

    Sono aperte le iscrizioni al tradizionale pellegrinaggio diocesano di un giorno che ogni anno accompagna centinaia di pellegrini ticinesi alla scoperta o riscoperta di un luogo di devozione e culto in Svizzera o nella vicina Italia. Negli anni sono state diverse le mete, ricordiamo i pellegrinaggio al Ranft, dunque all'eremo di San Nicolao della Flüe, patrono della Svizzera, ad Einsiedeln oppure all'abbazia di Engelberg. Il 10 giugno 2019 la meta prevista è Oropa. Oropa viene definito è il più importante Santuario mariano delle Alpi.  Si colloca in uno scenario unico e incontaminato a 1200 m. di altezza, a soli 20 minuti dal centro di Biella. Secondo la tradizione l’origine del Santuario è da collocarsi nel IV secolo, ad opera di S. Eusebio, primo vescovo di Vercelli. I primi documenti scritti che parlano di Oropa, risalenti all’inizio del XIII secolo, riportano l’esistenza delle primitive Chiese di Santa Maria e di San Bartolomeo, di carattere eremitico, che costituivano un punto di riferimento fondamentale per i viatores (viaggiatori) che transitavano da est verso la Valle d’Aosta. Lo sviluppo del Santuario subì diverse trasformazioni nel tempo, fino a raggiungere le monumentali dimensioni odierne tramutandosi da luogo di passaggio a luogo di destinazione per i pellegrini animati da un forte spirito devozionale.

    La devozione alla Madonna Nera 

    Ad Oropa è conservato una statua della Madonna Nera, realizzata in legno di cirmolo dallo scalpello di uno scultore valdostano nel XIII secolo. Il manto blu, l'abito e i capelli color oro fanno da cornice al volto dipinto di nero, il cui sorriso dolce e austero ha accolto i pellegrini nei secoli. Secondo la tradizione leggendaria, la statua venne portata da Sant'Eusebio dalla Palestina nel IV secolo d.C. mentre fuggiva dalla furia della persecuzione ariana; adoperandosi per la diffusione della devozione mariana, Sant'Eusebio avrebbe nascosto la statua tra le rocce dove ora sorge la Cappella del Roc, costruita nella prima metà del Settecento dagli abitanti di Fontainemore, località valdostana ancora oggi fortemente legata al Santuario dall'antica processione che si snoda ogni cinque anni tra i monti che separano le due vallate. Durante i lavori di restauro eseguiti nei primi mesi del 2005, sono emerse sulla volta decorazioni risalenti al XVII secolo, caratterizzati da motivi floreali giallo ocra su campo di colore azzurro, recente scoperta di un passato che ha ancora misteri da svelare.

    Per partecipare al pellegrinaggio occorre contattare come sempre l'Opera diocesana pellegrinaggio della Diocesi di Lugano: 091/922.02.68

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