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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Cerimonia di posa della prima pietra, in Via Simen 11 a Lugano. Da destra: Avv. Stefano Camponovo, Presidente della Fondazione Vanoni; Mario Ferrarini, Direttore della Fondazione Vanoni; Benedetta Bianchetti, Presidente del Consiglio comunale di Lugano; Raffaele De Rosa, Consigliere di stato; Mons. Alain de Raemy, Amministratore apostolico della Diocesi di Lugano.

    La Fondazione Vanoni rilancia: a Lugano la prima pietra di una nuova casa di speranza per i giovani

    È stata posata oggi, 20 marzo 2025, a Lugano, nel quartiere di Molino Nuovo, la prima pietra del nuovo Centro Educativo per Minorenni (CEM) della Fondazione Antonia Vanoni. Un gesto simbolico che segna concretamente l'inizio della costruzione di una struttura moderna dedicata all'accoglienza e al sostegno di bambini e giovani in difficoltà, con un costo stimato di quasi 20 milioni di franchi e inaugurazione prevista per il 2027.

    A guidare la cerimonia sono stati il Presidente della Fondazione, Avv. Stefano Camponovo e il Direttore della Fondazione, Mario Ferrarini, insieme a diverse autorità cittadine e cantonali, tra cui il Consigliere di Stato Raffaele De Rosa e la Presidente del Consiglio comunale Benedetta Bianchetti. Presente anche l'Amministratore apostolico della Diocesi di Lugano, Mons. Alain de Raemy

    «Oggi cominciamo a costruire i muri – ha dichiarato il presidente Stefano Camponovo – ma non sono i muri che ci interessano davvero, bensì le persone che vi staranno dietro. Abbiamo scelto di restare nel cuore di Lugano perché qui siamo radicati da oltre un secolo». La Fondazione, nata nel 1888 grazie all’opera caritatevole di Antonia Vanoni, rinnova così il suo impegno storico con strutture al passo con i tempi, mantenendo però al centro il suo obiettivo originario: restituire ai ragazzi fiducia e speranza.

    Durante la cerimonia, il Vescovo Alain de Raemy ha trasmesso un caloroso messaggio di vicinanza e incoraggiamento della Diocesi di Lugano, sottolineando che «questa nuova struttura è un segno tangibile di una comunità che si prende cura dei più vulnerabili e investe nel loro futuro».

    (Rendering della la nuova Casa Vanoni vista da via Bagutti)

    Mario Ferrarini, direttore della Fondazione, ha invece illustrato nel dettaglio il progetto: «La nuova Casa Vanoni sarà uno spazio accogliente, con cinque piani educativi pensati per 47 giovani tra i 3 e i 20 anni. Non vogliamo solo accogliere, ma accompagnare e sostenere i nostri giovani, rendendoli protagonisti consapevoli della loro vita». Ha inoltre evidenziato l'importanza degli spazi comuni aperti al quartiere e dell'accompagnamento alle famiglie, ricordando che la comunità è «il cuore pulsante del progetto».

    In chiusura, il Consigliere di Stato De Rosa ha espresso gratitudine verso la Fondazione e i suoi collaboratori, definiti «il motore del cambiamento che aiuta i giovani a guardare con speranza al domani».

    Quella che sorgerà in Via Simen 11, dunque, non sarà solo una casa, ma un vero luogo di rinascita e crescita. Una nuova promessa della Fondazione Vanoni che, nel rispetto delle sue radici cristiane e sociali, guarda al futuro dei giovani ticinesi con rinnovata fiducia.

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