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    La Svizzera italiana aiuta i ciechi e i malati agli occhi

    La popolazione della Svizzera italiana ha a cuore la sorte delle persone cieche e malate agli occhi che vivono nelle regioni in sviluppo. L’anno scorso, sono stati donati 298'568 franchi alla CBM Missioni cristiane per i ciechi nel mondo, rendendo possibili 5'971 operazioni della cataratta.

    Nel 2016, gli abitanti della Svizzera italiana hanno affidato 298'568 franchi alla CBM Missioni cristiane per i ciechi nel mondo, l’equivalente di 5'971 operazioni della cataratta che hanno ridato la vista a tante persone delle regioni in sviluppo che credevano di averla persa per sempre. Circa il 90 per cento dei 39 milioni di non vedenti che si contano al mondo vive in paesi poveri. Tra loro, uno su due ha perso la vista a causa della cataratta, una malattia perfettamente curabile.

    La svolta grazie a lenti artificiali

    Benché bastino un intervento di un quarto d’ora e cinquanta franchi per asportare il cristallino opaco e sostituirlo con uno artificiale, la guarigione è fuori dalla portata delle famiglie indigenti.

    Grazie alle donazioni, l’anno scorso la CBM Internazionale ha reso possibile l’intervento su oltre 638'000 occhi. Nel 1966, la CBM ha finanziato la prima operazione della cataratta e da allora i suoi sostenitori hanno consentito l’esecuzione di oltre 13,3 milioni di interventi, permettendo così a innumerevoli persone di ritrovare la vista.

    Ritrovare la vista significa anche tornare a scuola

    Pure i tre figli della famiglia Swai sono stati liberati dalla cataratta. Il piccolo Joel di quattro anni non osava fare un passo da solo e la figlia Stella di nove anni era stata costretta a lasciare la scuola perché non riusciva più a leggere dalla lavagna. Quando la madre è venuta a sapere che la clinica sostenuta dalla CBM a Moshi, in Tanzania, presta cure oculistiche anche alle famiglie indigenti, si è fatta coraggio ed è riuscita a tirare assieme i soldi per la trasferta fino all’ospedale, dove i suoi figli sono poi stati operati. «Sono felicissima e immensamente grata!», ha esclamato la donna quando si è resa conto che i suoi figlioli potranno finalmente fare tutto quello che fanno gli altri bambini: giocare, dare una mano in casa e andare a scuola.

    La CBM ringrazia tutti i sostenitori e le sostenitrici della Svizzera italiana per il prezioso contributo fornito l’anno scorso.

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