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Lun 2 feb | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Le strade attraverso le quali Dio ci viene incontro - (seconda settimana)

    QUARESIMA 2021 - LETTURE BIBLICHE E CORANICHE Durante questa seconda settimana, voglio occuparmi di un’altra pagina nella quale il Siracide torna sul verbo «riflettere». Si tratta di una pagina nella quale l’autore parla della «Provvidenza di Dio per il cosmo e per gli umani». 17 Non dire: «Mi nasconderò lontano dal Signore e dall’alto chi si ricorderà di me? In mezzo a un popolo molto numeroso non sono affatto conosciuto; infatti che cos’è la mia vita in una creazione immensa?». 18Ecco: il cielo e il cielo dei cieli, l’abisso e la terra saranno sconvolti al momento della sua visita. 19Anche le montagne e le fondamenta della terra saranno prese da spavento sotto il suo sguardo. 20 Ma su tutte queste cose il cuore non rifletterà; chi, dunque, mediterà sulle strade del Signore? (Siracide 16,17-20). Nel verso 17 l’autore ci presenta una concezione falsa dell’universo, una concezione secondo la quale l’individuo è una realtà anonima e insignificante all’interno di tutta la creazione, e soprattutto una realtà della quale Dio non si prende cura. Da questa concezione il Siracide vuole allontanarci. A ciascuna e a ciascuno di noi egli rivolge questo invito: « Non dire » queste cose. E nel seguito del testo il Siracide guarda verso l’avvenire. Al momento di un intervento di Dio l’universo intero è sconvolto: il cielo e i suoi spazi più lontani, la terra e le profondità dei mari si agitano a un semplice sguardo di Dio. E, facendo queste affermazioni, l’autore ritorna su certe immagini che si possono leggere nel salterio. Ècosì che il salmo 104,32 ci presenta l’intervento di Dio in questi termini: «Dio guarda la terra ed essa trema, egli tocca le montagne ed esse fumano». E il Siracide può terminare con tristezza dicendo: «su tutte queste cose il cuore non rifletterà». Ma egli lascia, per noi, una piccola porta aperta: «chi, dunque, mediterà sulle strade del Signore», sulle strade attraverso le quali Dio ci viene incontro? Sull’azione di Dio nella creazione e sulle nostre possibili reazioni anche il Corano ritorna frequentemente. E, menzionando anche i fatti più comuni, ci invita a riflettere. Tra questi testi, voglio tornare sulla Sura 16 che ho già menzionato la settimana scorsa. Questa volta penso ai vv. 10-14: 10Dio è colui che, dal cielo, fa scendere l’acqua che, in parte, vi serve come bevanda e, in parte, fa crescere le piante fra le quali conducete gli armenti al pascolo. 11Con l’acqua egli fa crescere per voi cereali, ulivi, palme, viti e ogni specie di alberi portatori di frutti. In questo c’è davvero un segno per coloro che sanno riflettere! 12Egli ha messo al vostro servizio la notte e il giorno, il sole e la luna. E gli astri sono sottomessi al suo ordine. Certo, in questo ci sono dei segni per coloro che sanno discernere! 13E tutte le realtà - dai colori più diversi - che Dio ha sparso per voi sulla terra, non sono forse un altro segno per coloro che ragionano? 14È lui che ha messo a vostro servizio il mare perché possiate mangiare carne fresca e ne ricaviate gioielli da portare come ornamento. E tu vedi le navi che veloci solcano le onde perché possiate andare alla ricerca dei doni della sua generosità. Forse gliene sarete riconoscenti (Sura 16,10-14). Qui il Corano evoca la creazione: della sua diversità, tutti gli esseri possono trarre profitto. Quanto a noi, gli umani, in tutto ciò, possiamo vedere dei segni che ci spingono a riflettere (v. 11), a ragionare (v. 13), a diventare donne e uomini «riconoscenti» (v. 14) o - per usare le parole del Siracide - persone che meditano sulle «strade», sulle vie attraverso le quali Dio viene verso di noi. Prendiamo questa settimana per riflettere su questi «segni», su queste azioni attraverso le quali Dio si prende cura di noi. È così, in questa riflessione condivisa, che saremo tutti insieme. 1 È l’espressione usata da J. Marböck (Jesus Sirach 1-23, Herder, Freiburg - Basel - Wien 2010, p. 207) per presentare Siracide 16,17-17,23. 2 Così scrive G. Vigini nel suo volume L’Antico Testamento. Siracide con testo e note di commento, Paoline, Milano 2007, p. 96. 3 Marböck, nel suo commento al Siracide (cfr. Jesus Sirach 1-23, p. 212) rinvia ai salmi 8,5; 68,8-9; 77,19-20; 97,4; 104,25. 32; 139,7-12. 4 Per questa osservazione, cfr. Le Coran. Traduction française et commentaire, par Si Hamza Boubakeur, Maisonneuve & Larose, Paris 1995, p. 851. di Renzo Petraglio

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