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    L'opinione: il dottor Graziano Martignoni sulla paternità oggi

    Che cosa rimane del senso della paternità nel nostro mondo, che vive mutazioni psico-antropologiche così veloci da mutare i “dispositivi” generazionali e di genere? Domande certo provocatorie. Dietro di loro vi è però un interrogativo più radicale. Perché non chiederci a che cosa serve ancora il maschio?  Viviamo in un tempo di mescolamento di ruoli, di funzioni e di generi da rendere difficile per il padre trovare un suo posto nella fluidità della vita. Per la donna e il femminile le cose sembrano a prima vista più semplici, lei dona la vita e da decenni oramai lavora e scava sulla propria identità. Ma anche sul piano del femminile il tema della maternità rimane aperto. L`uomo diventa invece padre attraverso il sistema simbolico - valori , pratiche sociali , modi di fare e di stare al mondo, ruoli , compiti - imposto dalla società. È una scelta della società e della cultura a farlo padre e a costruirne la sua narrazione.  Padre rassicurante, padre protettore, padre che permette il distacco dalla madre, padre rappresentante del limite e della legge, padre separatore dal desiderio incestuoso.

    Che cosa rimane di tutto ciò? Nel moltiplicarsi delle forme e figure della vita tardo-moderna, nelle illusioni dell'autodeterminazione, nella perdita del senso e del valore stesso dell'”auctoritas”, si colloca anche il tramonto e la  liquefazione dell`idea di padre e dietro di essa la crisi della dimensione stessa del maschile. Un padre non più unico protettore e sostegno della famiglia, un padre non più unico attore della trasmissione del nome e guida del figlio dentro la società e il mondo del lavoro e nemmeno a volte necessario per la stessa procreazione. Di fronte alla sua evaporazione, alla confusione tra i sessi, che abita la  mutazione profonda della famiglia stessa, non abbiamo forse bisogno di una riformulazione delle sue funzioni e dei suoi ruoli proprio dentro quel “patto genitoriale e generazionale”?  Nessun rimpianto per il pater familias o il “padre padrone”, che si fondavano sul maschio potente e dominatore e sul principio di autorità, ma nemmeno accettazione della sua progressiva esclusione da quella fondamentale funzione di trasmissione, non della vita , compito che spetta al materno , ma della  “legge simbolica”, in assenza della quale siamo tutti più smarriti.

    Quali gli indizi allora di questo progressivo smarrimento  identitario? Indizi che si trovano nella trasformazione variopinta dell`idea stessa di famiglia, nella sua estromissione progressiva dalla trasmissione generazionale. E` nella fragilità dell` idea di maschilità, che è da ricercare un indicatore fondamentale  del suo tramonto . Che cosa rimane e quale esito ha avuto quella "società senza padre", ipotizzata più di cinquanta anni anni fa da Alexander Mitscherlich? Che luogo deve ri-occupare il  padre nella coppia , nella famiglia , nella società? Padri assenti, a volte espulsi dalle stesse madri. Bisogna forse riflettere al contrario sugli effetti di una loro sin troppo materna presenza. Una condizione, che corre velocemente verso la “maternalizzazione “ e la “femminizzazione” della vita e della società.

    Comano , 8 marzo 2023

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