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    “Migranti e terrorismo, i capi delle Chiese agiscano insieme”

    «Incontri come questi devono diventare sistematici e più dinamici. La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ci chiede di riflettere e di invocare l’aiuto di Dio per affrontare le sfide che stiamo vivendo in Europa e nel mondo». Chrysostomos Savatos, 56 anni, metropolita di Messinia a Calamata, nel Peloponneso, è professore di dogmatica all’università di Atene e membro del consiglio del dialogo per l’unità dei cristiani. Vatican Insider lo ha intervistato.

    A che punto è il cammino verso l’unità tra le Chiese cattolica e ortodossa?

    «Dobbiamo continuare a studiare e a collaborare nel dialogo sui problemi teologici ed ecclesiologici. Ma dobbiamo collaborare di più per rispondere a problemi quali quello dei migranti e dei rifugiati, quello della povertà, quello del terrorismo».

    Come procede il dialogo teologico?

    «Il dialogo sull’esercizio del primato e della sinodalità nella Chiesa procede lentamente. La sessione di lavoro della Commissione mista di dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, che si è tenuta a Chieti nel settembre 2016, si è conclusa con l’approvazione unanime di un documento focalizzato sull’esercizio del primato e della sinodalità nella Chiesa prima del grande scisma d’Oriente. Non sono però mancati i problemi: la Chiesa cattolica vorrebbe parlare di sinodalità e primato nel terzo millennio, la Chiesa ortodossa russa vorrebbe discutere sul secondo millennio e sul fenomeno dell’uniatismo, altre Chiese ortodosse vorrebbero discutere sul primo millennio e sulla giurisdizione del vescovo di Roma in quel tempo. Ancora non possiamo andare verso un accordo».

    E qual è la situazione, invece, per quanto riguarda l’impegno comune di fronte alle sfide del nostro tempo?

    «Credo che la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani debba tenere bene in conto proprio questo. Serve una collaborazione nuova, fattiva, e proprio questo diventa un altro motivo di ecumenismo. Si è svolto di recente a Parigi un incontro del Forum dei vescovi ortodossi e cattolici d’Europa dedicato proprio a questi problemi. L’incontro di Lesbo, la visita al campo profughi nell’isola che nell’aprile 2016 Papa Francesco, Patriarca Bartolomeo e l’Arcivescovo Hyeronimos hanno effettuato, è stato un inizio. Importante è stato anche l’incontro di Cuba, nel febbraio 2016, tra Papa Francesco e il Patriarca di Mosca Kyrill. Bisogna aumentare queste occasioni, e cercare di prendere delle posizioni comuni. Incontri come questi devono diventare sistematici e più dinamici. La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ci chiede di riflettere e di invocare l’aiuto di Dio per affrontare le sfide che stiamo vivendo in Europa e nel mondo».

    (Andrea Tornielli / Vatican Insider)

     

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