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  • Mons. Antonio Crameri, vescovo di Esmeraldas in Ecuador

    Mons. Antonio Crameri (Ecuador): «Come Chiesa preferiamo salvare la vita, da entrambe le parti»

    L'8 gennaio 2024, il presidente Daniel Noboa ha dichiarato lo stato di emergenza in tutto il Paese e ha imposto il coprifuoco notturno. Da allora si sono susseguiti attacchi terroristici e la criminalità organizzata terrorizza la popolazione ecuadoriana. I membri dei clan intimidiscono regolarmente la popolazione, facendo esplodere autobombe o seminando il panico in strutture pubbliche come università, scuole e ospedali con messaggi minatori o attentati. Hanno assaltato la stazione televisiva pubblica della città portuale di Guayaquil durante una trasmissione in diretta. «Gran parte degli autori sono adolescenti, giovani senza esperienza di vita e senza formazione, come un pezzo di carne da macellare, mandati al fronte per essere uccisi», ha spiegato il vescovo Antonio Crameri a Missio Svizzera, la sezione svizzera delle Pontificie Opere Missionarie.

    Un luogo sicuro per le vittime di violenza

    Nato a Locarno e cresciuto nei Grigioni, Antonio Crameri è in Ecuador dal 2002. Dal 2021 è vescovo del Vicariato Apostolico di Esmeraldas, nell'omonima provincia nel nord-ovest del Paese, uno degli epicentri della violenza attuale. «Qui siamo in guerra, in guerra civile», dice il vescovo. Da dicembre, in questa travagliata provincia sono stati uccisi sette signori della droga, una violenza che a sua volta provoca la contro-violenza dei clan mafiosi rivali: stazioni di servizio in fiamme, attentati dinamitardi alle sedi della polizia, veicoli bruciati, saccheggi, distruzioni arbitrarie e ripetute sparatorie. Molte persone sono in fuga a causa della violenza dilagante e delle minacce personali. Devono abbandonare tutto se vogliono salvarsi la vita. «Non passa settimana senza che io riceva una telefonata da una famiglia minacciata che mi chiede di portarla in un luogo sicuro», spiega Mons. Crameri.

    L'aiuto concreto della Chiesa alla popolazione locale

    In questa difficile situazione, la Chiesa cerca di essere particolarmente vicina alla gente. Attraverso le sue visite e l'accompagnamento spirituale, il vescovo Crameri vuole donare alla gente la speranza della fede e offrir loro un aiuto concreto. Con il centro “Hospital de Campaña”, realizza qualcosa di concreto per la prevenzione della violenza e aiuta le persone colpite dalla guerra civile nella provincia di Esmeraldas. Un concetto completo di assistenza medica, psicologica e spirituale che offre alle vittime degli scontri della guerra civile un'alternativa e un sostegno che non possono ottenere dallo Stato. Tuttavia, il centro dipende da aiuti finanziari e donazioni dall'estero. «Per favore, sosteneteci e pregate per noi», chiede Mons. Antonio Crameri ai compatrioti svizzeri.

    Potete fare una donazione al progetto “Hospital de Campaña” sul sito di missio.ch.

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