Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Sab 31 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image

    Curia romana: rivedi l'approfondimento di Strada Regina e leggi il discorso del Papa

    Il Natale, “festa della fede”, ci apra gli occhi “per abbandonare il superfluo, il falso, il malizioso e il finto, e per vedere l’essenziale, il vero, il buono e l’autentico”. Papa Francesco esprime questo auspicio rivolgendosi alla Curia romana in occasione degli auguri natalizi nella Sala Clementina. Le riflessioni del Papa sui principi basilari e canonici della Curia si legano anche al contesto dell’attuale riforma in corso. Il Santo Padre ricorda, in particolare, “l’espressione simpatica e significativa di mons. Frédéric-François-Xavier De Mérode”:

    “Fare le riforme a Roma è come pulire la Sfinge d’Egitto con uno spazzolino da denti.‎ Ciò evidenzia quanta pazienza, dedizione e delicatezza occorrano per raggiungere tale obbiettivo, in quanto la Curia è un’istituzione antica, complessa, venerabile, composta da uomini provenienti da diverse culture, lingue e costruzioni mentali e che, strutturalmente e da sempre, è legata alla funzione primaziale del Vescovo di Roma nella Chiesa”.

     

    La Curia è progettata ad extra

    La Curia – afferma il Papa - è progettata ad extra in quanto e finché “legata al Ministero petrino, al servizio della Parola e dell’annuncio della Buona Novella”. Se fosse chiusa in sé stessa, invece, “cadrebbe nell’autoreferenzialità, condannandosi all’autodistruzione”. Quanti operano nell’ambito della Curia romana – “chiamata ad adempiere la propria funzione per il bene e al servizio delle Chiese” - devono essere animati da “un atteggiamento diaconale”.

     

    La logica dei complotti è un cancro

    Riferendosi a questo fondamentale servizio, Papa Francesco ricorda l’antico testo presente nella Didascalia Apostolorum nel quale si afferma: “il diacono sia l’orecchio e la bocca del vescovo, il suo cuore e la sua anima”. Per cogliere il senso dell’attenzione a quello che c’è fuori, il Papa indica il modello dell’organismo umano: i sensi “sono il nostro primo legame con il mondo ad extra”. Sono “come un ponte”, “la nostra possibilità di relazionarci”. “I sensi – afferma - ci aiutano a cogliere il reale e ugualmente a collocarci nel reale”.

    “Questo è molto importante per superare quella squilibrata e degenere logica dei complotti o delle piccole cerchie che in realtà rappresentano – nonostante tutte le loro giustificazioni e buone intenzioni – un cancro che porta all’autoreferenzialità, che si infiltra anche negli organismi ecclesiastici in quanto tali, e in particolare nelle persone che vi operano. Quando questo avviene, però, si perde la gioia del Vangelo, la gioia di comunicare il Cristo e di essere in comunione con Lui; si perde la generosità della nostra consacrazione”.

     

    Il pericolo legato ai traditori di fiducia

    A questo – spiega il Papa – si aggiunge un altro pericolo:

    …“ossia quello dei traditori di fiducia o degli approfittatori della maternità della Chiesa, ossia le persone che vengono selezionate accuratamente per dare maggior vigore al corpo e alla riforma, ma – non comprendendo l’elevatezza della loro responsabilità – si  lasciano corrompere dall’ambizione o dalla vanagloria e, quando vengono delicatamente allontanate, si auto-dichiarano erroneamente martiri del sistema, del ‘Papa non informato’, della ‘vecchia guardia’…, invece di recitare il mea culpa”.

     

    La maggioranza lavora con lodevole impegno

    “Accanto a queste persone – aggiunge Papa Francesco - ve ne sono poi altre…

    “che ancora operano nella Curia, alle quali si dà tutto il tempo per riprendere la giusta via, nella speranza che trovino nella pazienza della Chiesa un’opportunità per convertirsi e non per approfittarsene. Questo certamente senza dimenticare la stragrande – la maggioranza - parte di persone fedeli che vi lavorano con lodevole impegno, fedeltà, competenza, dedizione e anche tanta santità”.

    “La comunione di filiale obbedienza per il servizio al popolo santo di Dio” – aggiunge il Papa - è la relazione primaria. Deve essere anche quella – spiega - che esiste tra tutti coloro che operano nella Curia. “La comunione con Pietro rafforza e rinvigorisce la comunione tra tutti i membri”.

     

    I dicasteri della Curia siano antenne sensibili

    I dicasteri della Curia Romana – osserva inoltre Francesco - sono chiamati ad essere “antenne sensibili”. Antenne emittenti “in quanto abilitate a trasmettere fedelmente la volontà del Papa e dei Superiori”. Antenne riceventi per “cogliere le istanze, le domande, le richieste, le grida, le gioie e le lacrime delle Chiese e del mondo in modo da trasmetterle al vescovo di Roma”.

     

    La Curia e il rapporto con le Nazioni

    Un ruolo fondamentale, nel rapporto con le Nazioni, è quello della Diplomazia Vaticana, animata dalla “ricerca sincera e costante di rendere la Santa sede un costruttore di ponti, di pace e di dialogo”. L’unico suo interesse – spiega il Papa – “è quello di essere libera da qualsiasi interesse mondano o materiale”.

     

    La Curia e le Chiese particolari

    Un altro ambito di primaria importanza – sottolinea il Santo Padre – è il rapporto che lega la Curia alle diocesi e alle Chiese particolari. Si basa “sulla collaborazione, sulla fiducia e mai sulla superiorità o sull’avversità”. Le visite ad limina Apostolorum rappresentano in questo senso “una grande opportunità di incontro, di dialogo e reciproco arricchimento”. Riferendosi alle Chiese orientali, il Papa sottolinea che “il rapporto tra Roma e l’Oriente è di reciproco arricchimento spirituale e liturgico”.

     

    La Curia e i giovani

    Il Pontefice ricorda poi che ad ottobre si terrà l’Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, incentrata sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

    “Chiamare la Curia, i Vescovi e tutta la Chiesa a portare una speciale attenzione alle persone dei giovani, non vuol dire guardare soltanto a loro, ma anche mettere a fuoco un tema nodale per un complesso di relazioni e di urgenze: i rapporti intergenerazionali, la famiglia, gli ambiti della pastorale, la vita sociale”.

     

    Dialogo ecumenico e interreligioso

    Papa Francesco, affrontando il tema del dialogo ecumenico, ricorda poi che “l’unità si fa camminando”. “Tutte le divergenze teologiche ed ecclesiologiche che ancora dividono i cristiani – afferma - saranno superate soltanto lungo questa via”. Riferendosi al rapporto della Curia con le altre religioni, il Pontefice sottolinea inoltre che 2l’unica alternativa alla civiltà dell’incontro è l’inciviltà dello scontro”.

     

    Natale festa della fede

    La parte conclusiva del discorso di Papa Francesco alla Curia è dedicata al Natale:

    “Il Natale ci ricorda però che una fede che non ci mette in crisi è una fede in crisi; una fede che non ci fa crescere è una fede che deve crescere; una fede che non ci interroga è una fede sulla quale dobbiamo interrogarci; una fede che non ci anima è una fede che deve essere animata; una fede che non ci sconvolge è una fede che deve essere sconvolta. In realtà, una fede soltanto intellettuale o tiepida è solo una proposta di fede, che potrebbe realizzarsi quando arriverà a coinvolgere il cuore, l’anima, lo spirito e tutto il nostro essere, quando si permette a Dio di nascere e rinascere nella mangiatoia del cuore, quando permettiamo alla stella di Betlemme di guidarci verso il luogo dove giace il Figlio di Dio, non tra i re e il lusso, ma tra i poveri e gli umili”.

     

    Il dono del Papa alla Curia

    Per il Natale, il Papa ha donato a quanti lavorano nella Curia la versione italiana dell’opera di Padre Beato Maria Eugenio di Gesù Bambino “Je veux voir Dieu” (“Voglio vedere Dio”). “È un’opera di teologia spirituale: ci farà bene a tutti”.

    Amedeo Lomonaco - Vaticannews

    Per rivedere invece la puntata di Strada Regina che approfondiva proprio il tema della Curia romana, clicca qui: https://www.catt.ch/papa-mette-ordine/

    News correlate

    no_image

    Concluso il Giubileo nella diocesi di Lugano. Mons. de Raemy: "Continuiamo sulla strada tracciata"

    In una Santa Messa partecipata si è fatta memoria domenica 28 dicembre dei frutti di questo anno giubilare dedicato alla Speranza.

    no_image

    Lugano, Facoltà di Teologia: cronaca e foto dell'avvio dell'anno accademico

    Il 30 ottobre, una solenne S. Messa presieduta da mons. de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi nonché Gran Cancelliere della Facoltà, ha dato avvio all'anno accademico. Nel pomeriggio la lectio di Gabriella Gambino, Sotto-Segretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.

    no_image

    La decana Eisenring: "Alla Facoltà di teologia di Lugano cresce il numero degli studenti"

    "Al momento gli iscritti sono oltre 400". Così la Decana degli studi della Facoltà, Gabriela Eisenring, riflette sui numeri del nuovo anno accademico, pensando anche ai nuovi cantieri di ricerca aperti e al mandato della Facoltà: mettere al centro lo studente. Il 30 ottobre la cerimonia inaugurale dell'Anno accademico.

    no_image

    L'agenda di mons. Alain de Raemy dal 6 al 12 ottobre

    L'Amministratore apostolico di Lugano, partecipa a incontri formativi e con i consigli parrocchiali, presiede Messe a Lugano, Einsiedeln, Breganzona e Rancate, e guida i Vespri e la processione per il Giubileo delle Confraternite svizzere.

    no_image

    "Ripartire da Cristo, insieme": la proposta della Diocesi per il nuovo anno pastorale

    A colloquio con don Massimo Gaia, da un anno a questa parte delegato vescovile per la pastorale diocesana, sul sussidio preparato per accompagnare gli incontri nelle parrocchie e nelle comunità della Diocesi e il nuovo sito dedicato.

    no_image

    Le misure di risparmio della città di Lugano colpiscono anche le parrocchie

    La Curia diocesana prende atto dei tagli del 20% ai contributi comunali di Lugano alle parrocchie, decisi per due anni nell’ambito di misure di risparmio da 10 milioni. Preoccupazione per l’impatto su attività pastorali e socio-culturali; avviato dialogo con autorità e coordinamento tra parrocchie.

    News più lette