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  • Papa Francesco e la Svizzera

    Spentosi oggi, 21 aprile, a 88 anni, Francesco è venuto in visita nella Confederazione una sola volta. Molto impegnato durante il suo pontificato nella lotta contro gli abusi sessuali in ambito ecclesiale, aveva ricevuto in Vaticano anche vittime svizzere. Il papa aveva sostenuto il friburghese Daniel Pittet, abusato per anni da un sacerdote quando era bambino e aveva redatto una prefazione al suo libro-testimonianza “La perdono, Padre” (“Mon père, je vous pardonne”), pubblicato nel 2017, considerandolo “una testimonianza necessaria, preziosa e coraggiosa”. (Leggi anche: Daniel Pittet: «Per me papa Francesco è stato come un padre»)

    Una sola visita in Svizzera

    Bergoglio è venuto in visita in Svizzera una sola volta in qualità di pontefice: il 21 giugno 2018 aveva partecipato a Ginevra all’incontro per il 70esimo anniversario del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) e aveva celebrato una messa al centro espositivo e congressuale Palexpo. Nell’ambito delle celebrazioni, aveva sottolineato l’importanza del dialogo con gli altri cristiani e chiesto alla Svizzera di lavorare per disinnescare i conflitti.

    Durante il suo pontificato, Francesco si è pure espresso varie volte sull’importanza del ruolo della Guardia svizzera pontificia. Ancora di recente, in gennaio, il pontefice aveva dichiarato: “nei tempi il lavoro della Guardia Svizzera è molto cambiato, ma la sua finalità rimane sempre quella di proteggere il Papa. Questo comporta (...) anche di contribuire all’accoglienza dei tanti pellegrini provenienti da tutte le parti del mondo che desiderano incontrarlo. E per questo ci vuole pazienza e le Guardie ne hanno. E questa è una cosa molto bella di loro: ripetono le cose, spiegano, una pazienza molto grande, complimenti”, aveva commentato Bergoglio.

    La neutralità vista dal papa

    Il papa aveva parlato della Svizzera anche in un’intervista trasmessa il 12 marzo 2023 dalla RSI in occasione del decimo anniversario del suo pontificato, affermando che la Confederazione “ha una personalità propria, ma è universale”.

    Nel pieno del conflitto in Ucraina, aveva detto della Svizzera che quando, nelle guerre, adotta una posizione neutrale, non è un modo per lavarsene le mani, ma una vocazione di equilibrio e di unità.

    Una santa e un beato

    Il 13 ottobre del 2019 papa Francesco aveva canonizzato in Vaticano la friburghese Marguerite Bays, una sarta di Siviriez (FR). Vissuta nella Svizzera del XIX secolo, è stata la prima laica elvetica ad essere canonizzata.

    Alla fine di gennaio (2025), aveva anche autorizzato la pubblicazione di un decreto che apre la strada alla beatificazione del vallesano François-Benjamin May. Il testo riconosce il martirio del nativo di Bagnes (VS) a Barcellona nel 1909.

    Due elettori svizzeri

    Durante il suo pontificato, Francesco ha pure nominato un nuovo cardinale svizzero: il 30 settembre 2023 ha designato l’ex arcivescovo ed ex nunzio apostolico (ambasciatore in Vaticano) vallesano mons. Emil Paul Tscherrig.

    Sono pertanto due gli attuali cardinali elvetici, Tscherrig e l’ex vescovo di Basilea mons. Kurt Koch, che potranno eleggere il prossimo papa durante il conclave. Questo diritto è concesso solo ai cardinali di età inferiore agli 80 anni.

    fonte: ats/rsi/redazionecat

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