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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Il Papa a sorpresa tra i piccoli malati del Bambino Gesù di Palidoro

    Anno nuovo, vecchie abitudini. Papa Francesco anche per il 2018 non ha voluto interrompere la catena dei “Venerdì della Misericordia”, le visite a sorpresa in luoghi di sofferenza che hanno caratterizzato tutto il Giubileo, e o ggi pomeriggio, intorno alle 15, si è recato - naturalmente senza preavviso - nella sede di Palidoro dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, a circa 30 km da Roma, per visitare i piccoli pazienti lì ricoverati e le loro famiglie oltre a medici, infermieri e l'intero personale.

     

    Un bel regalo in vista dell’Epifania, sia per i 120 bambini ospiti dei diversi reparti che per i genitori che condividono con loro, quotidianamente, queste prove faticose e dolorose. Con tutti Francesco, informa una breve nota della Sala Stampa vaticana, ha scambiato alcune parole: battute o parole di conforto e incoraggiamento. Poi ha consegnato a ciascuno un dono. Le reazioni, ça va sans dire, variavano dallo stupore alla gioia, dalle risate alla commozione.

     

    Scene come quelle già viste durante i diversi incontri del Papa argentino con gli ammalati degli ospedali visitati nel corso dei suoi viaggi in Italia e all’estero - una tappa immancabile della sua agenda - o nell'indimenticabile “Venerdì della Misericordia” del 16 settembre 2016 durante il quale Bergoglio, con indosso camice e copriscarpe monouso verdi, aveva visitato i neonati gravi del Pronto soccorso e della neonatologia dell'Ospedale San Giovanni di Roma.

    Salvatore Cernuzio - VaticanInsider

     

    Come in quella occasione, anche oggi al Bambino Gesù di Palidoro la comunità di medici e pazienti si è presentata al massimo della sua naturalezza al Pontefice che, accompagnato dalla presidente Mariella Enoc, ha potuto toccare con mano l’opera svolta giorno dopo giorno da questo luogo di eccellenza medica e sofferenza umana, specie quella a favore di bambini stranieri, figli di immigrati, o provenienti da zone svantaggiate del mondo che necessitano di cure specifiche.

    Nell’intero panorama europeo il Bambino Gesù ha saputo distinguersi negli anni come unicum straordinario: il più grande policlinico e centro di ricerca pediatrico, collegato alle maggiori strutture internazionali, che mantiene chiaramente la sua identità di “ospedale del Papa”, formato quindi da una comunità di persone, lontano da ogni logica aziendale.

     

    La sede di Palidoro, in particolare, nata nel 1978 grazie a un dono di Paolo VI che con un “rescritto” affidava all'Ospedale la gestione della cessata attività della Pontificia Opera di Assistenza di Palidoro specializzata nella cura degli esiti della poliomielite, nel giro di pochi anni si è affermata come centro medico chirurgico di avanguardia.

     

    Oltre alla chirurgia pediatrica generale e specialistica, l’attività include infatti anche ambiti ad elevata specializzazione, quali la chirurgia della colonna vertebrale (scoliosi, cifosi, spondilolisi e spondilolistesi), la chirurgia bariatrica, la chirurgia per le patologie malformative complesse delle vie respiratorie, il trattamento chirurgico del retinoblastoma.

    I suoi padiglioni di fronte al mare, già adibiti all’assistenza di bambini con problemi di disabilità, oggi garantiscono 7.200 ricoveri ordinari; 10.500 day hospital (compresa riabilitazione); 4.700 ricoveri di day surgery; 10.300 giornate di riabilitazione; circa 360.000 prestazioni ambulatoriali e 21.200 accessi in Pronto Soccorso all'anno. Il 24% dei bambini assistiti a Palidoro proviene da fuori regione; il 57% dei pazienti laziali proviene da fuori Roma, dal territorio del litorale e dalle altre province del Lazio.

     

    Lo stile è sempre quello dell’accoglienza e dell’attenzione ad ogni persona che caratterizza ogni sede del Bambino Gesù: quella storica del Gianicolo, donata alla Santa Sede dalla famiglia Salviati nel 1924, quella di San Paolo, accanto alla basilica, e a Santa Marinella, sempre sul litorale romano. Uno stile che si rispecchia anche nei diversi progetti di collaborazione avviati nei cinque continenti negli ultimi anni: dalla Cambogia alla Giordania, dalla Siria e la Palestina alla Georgia e alla Russia, e recentemente anche a Bangui, in Repubblica Centrafricana, e a Shijiazuang, in Cina continentale, dove i professionisti dell’ospedale sono impegnati nella formazione oltre che nell’assistenza medica.

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