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  • "Parrocchie al capolinea: fine o ripartenza?". Una riflessione nel saggio di Sergio Di Benedetto

    di Laura Quadri

    La parrocchia tra nuove sfide e opportunità da cogliere, per tornare a essere luogo di formazione e incontro costruttivo tra i fedeli. È questo il tema proposto, con taglio innovativo, nel nuovo libro dello studioso e ricercatore Sergio Di Benedetto: «Parrocchia al capolinea: fine o ripartenza?» (ed. Paoline). Una scelta, quella di mettere al centro del volume la comunità parrocchiale, ispirata dall’osservazione della realtà, in Italia ma anche in Ticino, dove Di Benedetto ha studiato. 

    «La parrocchia è in crisi, questa è la brutta notizia, ma ci sono anche delle soluzioni e delle vie percorribili», ci spiega il ricercatore, sottolineando come abbia voluto dividere la pubblicazione in due parti: «Tratto dapprima degli ambiti in cui le difficoltà sono più evidenti entro un contesto parrocchiale. Mi sono reso conto che la parrocchia è il terminale di tante crisi della vita cristiana odierna; è la frontiera dove tutti arrivano, il luogo dove più o meno la maggior parte delle persone incontrano la fede, e dunque luogo dove si generano anche problematicità e fratture». 

    Crisi: una parola con più volti

    Sette le macro-aree toccate nel volume che rappresentano altrettanti ambiti di crisi: da quella più anagrafica e sotto gli occhi di tutti, del numero  di fedeli che partecipano alla vita parrocchiale, alle crisi più complesse «di struttura», «di linguaggio», «identità», «credibilità» e infine anche di «fede» e di «pensiero»: la difficoltà a integrare nella vita delle parrocchie proposte culturali valide.

    Il Vangelo quale via

    «Il male fa più rumore del bene»: a partire da queste criticità Di Benedetto invita quindi a posare lo sguardo sugli aspetti da cui si può ripartire e che spesso già ci sono, dei veri e propri «sentieri di speranza». Cresciuto alla «scuola della Parola», itinerario di scoperta delle Scritture ideato a Milano dal card. Carlo Maria Martini, nel volume lo studioso suggerisce una nuova lettura della scena evangelica della pesca miracolosa, in cui Gesù si manifesta da risorto ai discepoli sul Lago di Tiberiade (Gv 21, 1-14). «La pagina narra di una situazione di crisi, di fatica, situazione in cui i discepoli si ritrovano pur avendo già incontrato in altre occasioni il Risorto. Il Risorto si fa loro presente ma pian piano, fuori dai loro schemi. È una pagina fertile, che indica il cammino: la base per ogni ripartenza è anzitutto il discernimento; capire e avere la forza di accettare, con un esame di coscienza, ciò che ci appesantisce. A quel punto c’è una sola possibilità: bisogna cambiare modo  di agire».

    «Sentieri di speranza»

    La rinascita delle parrocchie è suggerita dall’autore per parole e immagini «chiave». «Ho voluto attingere a immagini un po’ diverse dal solito», spiega. «Ad esempio, dall’omonimo personaggio evangelico, l’“opzione Zaccheo” è per me sinonimo di un’attitudine a cui oggi la parrocchia non può rinunciare: prima ancora di dedicarsi alla predicazione, bisogna saper “stare”, ascoltando con interesse i bisogni di chi ci circonda e seguendo l’esempio del Maestro, che raggiunge Zaccheo a casa sua. L’ascolto è anche liberante: libera  dall’autoreferenzialità, ci apre».
    Il futuro è comunione
    Particolare attenzione è posta alla figura del sacerdote, a cui Di Benedetto dedica un capitolo dal titolo programmatico: «Dal Cristo capo al Dio-Trinità». «Sono profondamente persuaso del fatto che il futuro della parrocchia stia nella comunione: comunione tra gli stati di vita nonché comunione tra uomo e donna. Lavorare insieme, aggregare non perché manca il prete, ma condividere perché si sente la condivisione come strada del 21esimo secolo».  

    Problemi e vita reali

    Un altro pensiero al cuore del volume è la valorizzazione della dimensione umana della fede: «La fede deve anche essere un richiamo a star bene con le proprie emozioni e il proprio corpo, mantenendo in equilibrio l’aspetto razionale con quello emotivo. Così l’invito per le parrocchie è di non scindere il momento spirituale e liturgico dal resto della vita e dai suoi problemi». 

    In ascolto dello Spirito

    Indicazioni che Di Benedetto ha pensato nella forma di «spunti», adatti certo a chi ancora frequenta le parrocchie, ma non solo: «Ho voluto pensare anche a chi vive la propria spiritualità lontano dalla parrocchia. La società oggi è complessa. Già nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, Papa Francesco ammoniva: a volte ci ritroviamo a  dare risposte a domande che nessuno ci fa. Ascoltare quello che si muove nella società, sia esso positivo o negativo, ci permette invece di capire quali sono le domande reali, i fenomeni che si agitano e da lì partire per capire cosa può dire il Vangelo. In questo senso, prima di evangelizzare l’ascolto ci permette di essere evangelizzati. Pensiamo alla pesca miracolosa: Gesù sta fuori dalla barca, lo sguardo dei discepoli deve spingersi dunque fino a riva. Così anche noi: non dobbiamo tracciare confini allo Spirito Santo».

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