Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Lun 2 feb | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image COMMENTO

    Per favore non chiamatela "Giornata della donna"

    Ajla del Ponte in preda ad una commozione indicibile, dopo la vittoria sui 60 metri aicampionati europei di atletica in Polonia. Le donne musulmane a cui una risicatamaggioranza di svizzeri ha deciso di impedire di coprirsi il volto. Samantha Cristoforettiche a breve partirà per una nuova missione nello spazio. Le tre donne al giorno chechiamano la polizia cantonale ticinese per violenza domestica. Le donne che abbiamovisto cantare, presentare, intervenire, scendere le scale su tacchi vertiginosi, sul palco diSan Remo. Le donne cattoliche svizzere che da qualche mese si incontrano regolarmentecon i vescovi svizzeri per instaurare un dialogo costruttivo. Che cosa hanno in comunetutte queste donne? Niente. Oltre il fatto di appartenere al genere femminile. È sufficienteper racchiuderle tutte nell’unica categoria denominata “donna”? Non credo. Anzi, certo cheno. Forse imparare ad usare sempre il plurale quando ci si rivolge a loro come categoria,sarebbe il primo, concreto passo, per dimostrare alle donne quel rispetto che tutti sonoconcordi nel voler tributare loro.Quindi abituiamoci, per prima cosa, a rispettare e a considerare la loro diversità. A parlaredi “donne”, sempre e rigorosamente al plurale. Non esiste infatti “la donna”, esistono “ledonne”. Negare loro questa diversità anche solo dal punto di vista grammaticale, significalasciare che lo spettro della “categoria”, sostituisca tutta questa varietà di volti, di vite, distorie. Parlare della “donna”, presuppone avere nella mente (anche inconsapevolmente)un’immagine di femminile a cui ci si riferisce e pensare che vi debba essere unacorrispondenza con questa immagine. Creare quello che si chiama lo stereotipo di genere.Che definisce il femminile in base ad un concetto, ad una proiezione o addirittura ad unpregiudizio. Quindi molto più che un dettaglio grammaticale.Iniziare a decostruire questa visione, potrebbe essere un primo passo – e qui pensosoprattutto all’ambito cattolico- per smettere di pensare alle donne come ad un tema datrattare, un pianeta da scoprire, un convengono di studio da organizzare. Le donne, iopenso, sarebbero molto felici di raccontare e condividere quello che sono, vivono,pensano, sanno. E proprio in questi mesi un gruppetto di donne provenienti da tutta laSvizzera ha deciso di voler fare proprio questo, insieme ai nostri vescovi. Nella semplicemodalità dell’incontro. Un piccolo passo, direte voi. Sì, ma nella direzione giusta. di Corinne Zaugg

    News correlate

    no_image

    Liceo diocesano di Breganzona: serata di presentazione il 2 e il 24 febbraio

    L'ateneo prepara allieve e allievi al conseguimento della Maturità svizzera, offrendo nel contempo un ambiente educativo in cui ciascuno possa essere seguito, valorizzato e orientarsi nelle proprie scelte future.

    no_image

    Lettori e accoliti, "un valore aggiunto nelle nostre comunità per camminare insieme"

    Il 24 gennaio in Cattedrale a Lugano mons. Alain de Raemy ha celebrato il rito di istituzione di 12 Accoliti e 8 Lettori. La testimonianza di Andrea Narciso, cappellano dell'esercito e accolito di Novazzano e del parroco don Paolo Solari.

    no_image

    Il vescovo emerito Pier Giacomo Grampa ricorda i 22 anni dalla sua ordinazione vescovile

    Il 25 gennaio ha concelebrato la Santa Messa con il fratello don Giuseppe nella chiesa di San Simpliciano a Milano. È rimasto alla testa della Diocesi di Lugano fino al 7 dicembre 2013. Ora prosegue il suo impegno per il futuro della Chiesa attraverso la pubblicazione di vari testi e le conferenze.

    no_image

    Stefano D’Archino sui suoi sette anni quale pastore della Chiesa evangelica riformata di Bellinzona

    Ha concluso il suo mandato alla fine del 2025. "Rinnovare lo spirito comunitario": è una delle sfide della Chiesa evangelica riformata oggi, secondo il pastore. La sua funzione è ora ricoperta da Tommaso Manzon.

    no_image
    COMMENTO

    Ascoltare per vivere: la Parola di Cristo, un'esperienza alla portata di tutti

    Si celebra domenica 25 gennaio la VII Domenica della Parola di Dio, istituita nel 2019 da papa Francesco allo scopo di rimarcare, in modo particolare, l’importanza delle Scritture bibliche nella vita di chiunque si dica cristiano.

    no_image

    L’educazione, un ponte tra il Ticino e i bambini di Haiti per costruire il futuro

    Il 24 gennaio si celebra la Giornata Internazionale dell'educazione. Da Haiti, la testimonianza dell'associazione ticinese Mezanmi che attraverso il progetto diocesano rimane accanto ai bambini e alle comunità più vulnerabili e isolate.

    News più lette