La vita di S. Agostino, fino a 33 anni (età in cui si è convertito), è stata alquanto travagliata. Con tutte le sue forze, però, ha cercato la Verità, a volte per strade sbagliate, ma alla fine è giunto all’approdo, con il cuore contrito e pieno di riconoscenza verso Dio che lo aveva guidato e stretto fortemente a sé. Da allora non l’ha mai più lasciato ma ha cercato di trasmetterlo ai suoi amici e, da vescovo, a tutte le persone a lui affidate, attraverso la predicazione e gli scritti.Agostino nasce in terra africana il 13 novembre del 354. Riceve il battesimo a Milano da S. Ambrogio nel 387 e torna in Africa per fondare la prima comunità monastica. Nel 391 riceve il sacerdozio e nel 395 è consacrato vescovo.Fonda diversi monasteri fra cui uno femminile, guidato per molti anni da sua sorella. Muore nel 430, proprio durante l’invasione dei Vandali in terra africana. Le sue fondazioni vengono distrutte. Alcuni eremiti in Italia però, cercano di vivere secondo la sua Regola. Nel 1256 la S. Sede li riunisce in un’unica organizzazione, fondando così l’Ordine degli eremitani di S. Agostino, chiamato in seguito Ordine agostiniano.La caratteristica della spiritualità agostiniana è la ricerca di Dio insieme ai fratelli e la vita comune, oltre ai tre voti di castità, povertà e obbedienza.Scrive Agostino nella sua Regola: “Il motivo essenziale per cui vi siete insieme riuniti, è quello di vivere concordi nella casa, protesi verso Dio, nell’unità di mente e di cuore”.Le monache di vita contemplativa, cercano di imitare l’anelito iniziale del loro fondatore spirituale, dedicandosi alla ricerca di Dio, anche attraverso lo studio, la vita comune e il lavoro. Da Vescovo, infatti, il nostro santo, era troppo assillato dai molti impegni. Scrive nel libretto intitolato: “I monaci e il lavoro”: “Invoco Dio a testimone della mia sincerità, che per quanto si riferisce all’utilità mia, preferirei molto di dedicarmi ogni giorno alle ore determinate, come stabilito nei monasteri ben ordinati, al lavoro manuale e avere le altre ore libere per leggere, pregare e occuparmi nello studio delle Sacre Scritture”.Concludo con una citazione del Vescovo di Ippona, tratta dalle sue “Confessioni” che riassume bene la sua esistenza, in una continua ascesa verso Dio.“Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Sì, perché tu eri dentro me e io ero fuori…eri con me e io non ero con te…Mi chiamasti e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti e il tuo splendore fugò la mia cecità…mi toccasti ed eccomi ardere del desiderio della tua pace”.Che Sant’ Agostino comunichi anche a noi l’amore per l’Eterna Sapienza e ci aiuti a testimoniarlo nell’ambiente in cui viviamo, con semplicità e convinzione.Suor Sandra Künzli di Suor Sandra Künzli