Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Lun 2 feb | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image COMMENTO

    Scalabrinifest 2022 a Solothurn

    «Fare del mondo la patria dell'uomo» è il motto dell'anno scalabriniano, che celebra i 25 anni dalla Beatificazione del Vescovo Giovanni Battista Scalabrini. Un’occasione per farne l’esperienza è stata lo scorso 30 aprile a Solothurn - la Scalabrinifest, un appuntamento che le Missionarie Secolari Scalabriniane da anni propongono ai tanti amici conosciuti nei loro invii missionari “sulle strade dell'esodo”. Dopo una pausa forzata di due anni dovuta alla pandemia, la Scalabrinifest 2022 ha avuto luogo con una durata più ridotta di tempo ma non meno intensa e partecipata. In tanti attendevano di nuovo quest'occasione, desiderando ancora di più l'incontro con gli altri. E così, pur limitando l'invito agli amici residenti in Svizzera e a pochi rappresentanti di altri paesi, 200 persone, con le più diverse esperienze ed estrazioni sociali, originarie di 20 differenti paesi - tra cui numerosi svizzeri, persone con radici migratorie, rifugiati e anche richiedenti asilo con un diniego alle spalle - si sono date appuntamento alla Jesuitenkirche di Solothurn per sperimentare insieme, semplicemente, che qualunque angolo del mondo può diventare patria dell'uomo quando ci si ritrova ad aprirsi reciprocamente ad un'accoglienza che ci fa subito famiglia, dove anche chi arriva per la prima volta si sente a casa. “Può fare goal la nostra vita? Anche in tempo di crisi?”: sono le domande che Agnese Varsalona, missionaria secolare scalabriniana, lei stessa nata e cresciuta in Svizzera, figlia di migranti italiani, ci ha aiutato a mettere a fuoco all’inizio e che hanno accompagnato come un filo rosso i diversi momenti. Era importante chiamare per nome le grandi crisi che stiamo condividendo, come la pandemia e la guerra che, arrivata fino in Ucraina, ora si è fatta più vicina e spaventosa per l'estensione e la gravità che ancora può sviluppare, ma anche le crisi che ciascuno conosce nella propria vita e che magari sta attraversando proprio ora. Davanti alle grandi domande della vita vale la pena guardare alla vita di Gesù, attraversata essa stessa dal limite e dalla crisi: "È dal suo stile di vita che possiamo riconoscere come anche la nostra vita può riuscire". Mettendo a fuoco la sua vicenda umano-divina è venuta in risalto la possibilità reale di attraversare ogni momento buio in forza della relazione di fiducia con il Padre: una via che con Gesù anche noi possiamo percorrere. A partire da qui i partecipanti hanno proseguito l'incontro scambiandosi riflessioni ed esperienze in quattro gruppi riservati a giovani ed adulti, più un nutrito gruppo di adolescenti e un programma speciale per i bambini. Al culmine dell'incontro ci siamo ritrovati insieme per la celebrazione dell'eucarestia presieduta da Georges Schwickerath, vicario episcopale, insieme a Thomas Ruckstuhl e Roy Jelahu, rispettivamente parroco e vicario della cattedrale di Solothurn, e a p. Oscar Gil, Missionario Scalabriniano messicano, che accompagna la comunità portoghese di Berna e Solothurn.Una celebrazione della vita vissuta e dei passi di futuro intuiti nel corso dell'incontro e resi visibili lungo la celebrazione attraverso i braccialetti colorati che i bambini hanno confezionato per regalarli a bambini attualmente in fuga dalla guerra, e attraverso un flashmob con il quale gli adolescenti ci hanno sorpreso: una grande bandiera della pace che ha rilanciato lo sguardo di tutti con fiducia sull'alleanza che porta avanti la storia, anche quando tutto sembra smentirla. Alessia ApriglianoMissionarie Secolari Scalabriniane di Missionarie secolari scalabriniane

    News correlate

    no_image

    Liceo diocesano di Breganzona: serata di presentazione il 2 e il 24 febbraio

    L'ateneo prepara allieve e allievi al conseguimento della Maturità svizzera, offrendo nel contempo un ambiente educativo in cui ciascuno possa essere seguito, valorizzato e orientarsi nelle proprie scelte future.

    no_image

    Lettori e accoliti, "un valore aggiunto nelle nostre comunità per camminare insieme"

    Il 24 gennaio in Cattedrale a Lugano mons. Alain de Raemy ha celebrato il rito di istituzione di 12 Accoliti e 8 Lettori. La testimonianza di Andrea Narciso, cappellano dell'esercito e accolito di Novazzano e del parroco don Paolo Solari.

    no_image

    Il vescovo emerito Pier Giacomo Grampa ricorda i 22 anni dalla sua ordinazione vescovile

    Il 25 gennaio ha concelebrato la Santa Messa con il fratello don Giuseppe nella chiesa di San Simpliciano a Milano. È rimasto alla testa della Diocesi di Lugano fino al 7 dicembre 2013. Ora prosegue il suo impegno per il futuro della Chiesa attraverso la pubblicazione di vari testi e le conferenze.

    no_image

    Stefano D’Archino sui suoi sette anni quale pastore della Chiesa evangelica riformata di Bellinzona

    Ha concluso il suo mandato alla fine del 2025. "Rinnovare lo spirito comunitario": è una delle sfide della Chiesa evangelica riformata oggi, secondo il pastore. La sua funzione è ora ricoperta da Tommaso Manzon.

    no_image
    COMMENTO

    Ascoltare per vivere: la Parola di Cristo, un'esperienza alla portata di tutti

    Si celebra domenica 25 gennaio la VII Domenica della Parola di Dio, istituita nel 2019 da papa Francesco allo scopo di rimarcare, in modo particolare, l’importanza delle Scritture bibliche nella vita di chiunque si dica cristiano.

    no_image

    L’educazione, un ponte tra il Ticino e i bambini di Haiti per costruire il futuro

    Il 24 gennaio si celebra la Giornata Internazionale dell'educazione. Da Haiti, la testimonianza dell'associazione ticinese Mezanmi che attraverso il progetto diocesano rimane accanto ai bambini e alle comunità più vulnerabili e isolate.

    News più lette