Mentre il 21 novembre si ricorda la presentazione al tempio di Maria, il 2 febbraio si celebra la festa della presentazione di Gesù al tempio. La tradizione ha dedicato la giornata del 21 novembre alle claustrali e il 2 febbraio a tutti i consacrati. Giovanni Paolo II rivolto ai religiosi e alle religiose affermava: “Voi non amate di meno, voi amate di più! La vostra si direbbe, anzi, una sovrabbondanza di amore.” Il Concilio ribadisce che la consacrazione a Dio nella verginità, rende il cuore più libero di amare Dio sopra ogni cosa, e il prossimo con affetto fraterno in Lui (o, come affermava il beato Charles de Foucauld, essere “fratello e sorella universale”). Così leggiamo nel decreto conciliare “Perfectae Caritatis”: “La castità abbracciata per il regno dei cieli, quale viene professata dai religiosi, deve essere apprezzata come un insigne dono della grazia. Essa infatti, rende libero in maniera speciale il cuore dell’uomo, così da accenderlo sempre più di carità verso Dio e verso tutti gli uomini, e per conseguenza costituisce un segno particolare dei beni celesti nonché un mezzo efficacissimo offerto ai religiosi, per poter generosamente dedicarsi al servizio divino”. I religiosi sono immagine della Chiesa che conserva integra la fedeltà allo Sposo. La castità non è un limite per la persona umana, ma, se vissuta bene, diventa un mezzo per aprire il proprio cuore a tutti i fratelli, amati con il cuore di Cristo. Il venerabile Giuseppe Menochio (vescovo agostiniano nato nel 1741 e deceduto nel 1823), scrivendo ad una sua figlia spirituale la esortava ad essere “tutta di tutti”. Il fuoco dell’amore di Dio, si alimenta con una vita profonda di preghiera e con un vero amore fraterno nella vita comune. Il celibato consacrato a Dio (sostiene ancora il Concilio), è un bene per lo sviluppo integrale della persona. Sant’Agostino ha scritto un breve trattato sulla verginità (edito da Città nuova), dove fra l’altro scrive: “La gioia delle vergini di Cristo è Cristo, in Cristo, con Cristo, al seguito di Cristo, per mezzo di Cristo, in ordine a Cristo”. Concludo con un pensiero di Madre Annamaria Canopi (deceduta il 21 marzo del 2019 nel suo monastero dell’Isola San Giulio), che invita la Chiesa tutta a riflettere sull’importanza di una vita di preghiera: “La Chiesa ha bisogno di più preghiera, più silenzio, più adorazione. E’ così che si formano i veri cristiani, i santi”. di Suor Sandra Künzli