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    Una testimone racconta al CdT don Cansani, prete abusatore: la vicenda nel rapporto di Zurigo

    Una cultura fatta di omertà, provvedimenti certo, ma, secondo i canoni di allora, accompagnati da silenzi consapevoli e certo scarsa reale presa di coscienza della gravità degli atti compiuti dal prete ticinese, maestro di musica e pluriabusatore Luigi Cansani, deceduto nel 2017 a 90 anni. Una vicenda che intreccia cultura dell'epoca (anni '60), Chiesa e società del tempo davanti agli abusi. La storia, per altro già presente nel dossier di Zurigo, viene ora descritta al CdT del 19 dicembre 2023 da una vittima di Cansani, allora bambina che ha sentito la necessità di raccontare al vescovo Alain e al giornale l'abuso subito invitando altri a paventarsi, per liberarsi dal peso di un silenzio di anni. La storia rappresenta uno spaccato del Ticino degli anni '60, ecclesiale e sociale. Il prete viene denunciato, lo si condanna, poi il vescovo dell' epoca interviene presso le autorità, cerca, anni dopo la condanna, di procedere per una riabilitazione del personaggio che poi riprende la sua attività soprattutto in campo musicale, con la proibizione di avvicinarsi ai minori. Oggi si agirebbe con molta più fermezza, ma oggi non siamo negli anni '60: c'è una consapevolezza molto più ampia sulla materia rispetto ad allora, ovunque, nella società e in Chiesa. Ricostruire vicende come questa, serve a cosa? Soprattutto, per fatti caduti oltre la prescrizione, a fare in modo che altre vittime escano allo scoperto e così facendo sì liberino da un peso - come dice la signora in questione al Cdt- che si portano addosso da decenni. Un peso, lo ricordiamo non noi ma dati e studi, che porta a scompensi, dolore mai elaborato, ferite esistenziali che in taluni casi possono arrivare al suicidio della vittima. Nella Svizzera romanda, grazie allo studio di Zurigo, dal 12 settembre 2023 ad oggi sono uscite allo scoperto altre 91vittime di abusi. Un numero notevole, in un ambiente dove la denuncia sul tema ha un percorso culturale alle spalle più lungo rispetto al Ticino. La vicenda dell'abusatore Cansani apparsa oggi sul Cdt dove la vittima ha, spontaneamente, voluto recarsi a raccontare, crea dolore ma soprattutto esorta altre vittime a prendere contatto soprattutto con i servizi preposti, e a intraprendere un percorso di liberazione personale. La vittima, la persona quindi, è al centro. Da ultimo, certo la vicenda ci dice anche che va proseguito con fermezza quel cambio di quella mentalità e soprattutto prassi, che la Chiesa in questi anni ha intrapreso - soprattutto dagli anni 2000 - grazie ai Pontefici che da San Giovanni Paolo II in poi hanno attuato un cambio di passo, un'uscita dalla cultura del silenzio, che riguarda tutti, società e Chiesa. E esorta a proseguire il lavoro intrapreso dalla Conferenza episcopale svizzera. Vanno evitate ovviamente generalizzazioni: ci sono tanti eccellenti preti e questi casi rappresentano una minoranza. Speriamo quindi che l'intervento della signora al CdT aiuti altre persone vittime a segnalare la loro necessità di aiuto ai centri preposti.

    Leggi anche: dove segnalare casi di abusi in Ticino

    (red)

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