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  • Venezuela. Mons. Padrón: c'è una dittatura, serve il dialogo

    La Chiesa venezuelana ribadisce che il governo del presidente Nicolas Maduro è una dittatura. Un regime che sarà consolidato con l’elezione, il prossimo 30 luglio, dell’Assemblea Costituente. Aprendo la 108.ma Assemblea della Conferenza episcopale venezuelana, il presidente mons. Diego Padrón ha avvertito che la riforma della Costituzione consentirà la “permanenza illimitata dell’attuale governo al potere e l’annullamento dei poteri pubblici”, come quello del Parlamento. A proposito dell’attacco, lo scorso 5 luglio, alla sede parlamentare, il presule ha affermato che si è trattato di “un atto criminale e demenziale”. Una dimostrazione del fatto “che il governo non vuole abbandonare la violenza”.

    L'Assemblea costituente - ha detto inoltre mons. Padrón - "sarà imposta con la forza e i suoi risultati saranno la costituzionalizzazione di una dittatura militare, socialista, marxista e comunista”. Il presidente dell’episcopato ha anche ricordato il recente incontro a Roma della presidenza dell’episcopato con Papa Francesco. In quell’occasione i vescovi hanno ribadito che nel caso della crisi venezuelana“non si tratta propriamente di un conflitto ideologico tra destra e sinistra”. E’ invece “una lotta tra un governo diventato dittatura e un popolo” che chiede libertà.

    Il presidente dell’episcopato ha poi ricordato la necessità di aprire un “autentico dialogo” per risolvere la crisi che deve condurre alla “convocazione di elezioni” con voto “universale, diretto e segreto”, come previsto nella Costituzione. Intanto, mons. Padrón ha manifestato l’appoggio della Conferenza episcopale alla realizzazione del “plebiscito popolare”, convocato il prossimo 16 luglio dal Parlamento e dalla MUD, ovvero la coalizione dei partiti dell’opposizione. La Chiesa ha concesso l’uso degli edifici parrocchiali e di altre strutture - eccetto le chiese - per accogliere i cittadini che vorranno partecipare alla consulta. Il presule ha quindi riconosciuto che anche si tratta di un “atto simbolico e non di una soluzione”, i venezuelani potranno esprimere il proprio parere sull’Assemblea Costituente proposta dal governo.

    Le proteste quasi quotidiane e la violenta repressione esercitata dalle autorità contro i manifestanti - fino ad oggi sono morte 91 persone dal primo luglio, in prevalenza giovani - continua a destare preoccupazione tra i vescovi. Mons. Padrón ha infine indicato l’urgenza di aprire un canale umanitario che permetta l’ingresso di alimenti e medicine. Il presidente dell‘episcopato ha ricordato, in particolare, che la Chiesa in Venezuela non ha mai trascurato le vicende della patria, “non si è mai fermata alle parole o ai discorsi, ma ha alzato la propria voce” quando il bene comune è stato devastato provocando laceranti sofferenze.

    (Radio Vaticana)

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