Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Mer 4 feb | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image COMMENTO

    Aldo Moro, coraggio e verità

    «Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi». Sono parole di Aldo Moro, politico e statista italiano, barbaramente ucciso dalle Brigate rosse il 9 maggio 1978. Parole che scuotono, cinquant’anni più tardi, una società e una Chiesa sempre in cammino. Quello di Moro è un cammino che continua ad interpellarci ed a scuotere le nostre vite forse troppo tranquille… La sua gioventù assomiglia a quella di tanti altri giovani, ieri come oggi. Nato a Maglie, in provincia di Lecce, nel 1916, si laurea in legge. Milita nella Fuci. All’età di 29 anni si sposa, con Eleonora Chiavarelli. Quattro i figli che Dio dona loro. Ma nel frattempo questo giovane è sensibile al richiamo della vita politica attiva. Mostra, in un primo tempo, una certa attrazione per la “destra” socialista. Successivamente la sua fede lo porta ad approdare nel costituendo movimento democristiano, fondato da Alcide De Gasperi. Politico, accademico e giurista, Aldo Moro insegna alle Università di Roma e Bari, per cinque volte è presidente del Consiglio dei ministri. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946 viene eletto deputato all’Assemblea Costituente, entrando così a far parte della Commissione che si occupa di redigere il nuovo testo costituzionale italiano. Nel 1953 assume l’incarico di segretario del partito della Democrazia Cristiana, nello specifico, durante una crisi che minaccia di dividere il partito, del quale sarà presidente. Dal 1957 è ministro della pubblica istruzione, quando introduce – come importante conquista – lo studio della civica nelle scuole. Viene invitato a formare il suo governo nel 1963. Un tempo, un percorso sorprendente. Ma Aldo Moro ama ripetere: «Si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con le sue difficoltà». E le difficoltà non mancano di certo nella sua vita. Ma la fede lo sostiene e lo incoraggia a lavorare per la verità, sempre. Non si risparmia nel recupero delle classi popolari dal fascismo, che intende “traghettare” verso il sistema democratico. Cattolico osservante, coltiva però una visione laica della politica, sulle orme di don Luigi Sturzo. In questa sua missione, Moro si ritrova nell’ingrata situazione di dover “armonizzare” realtà apparentemente inconciliabili tra loro. Ed è così che, ad inizio 1978, si trova fra i politici che ritengono percorribile la strada per un governo che includa nella maggioranza anche il partito comunista. Suo malgrado è catapultato al centro di una bufera di critiche. Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo guidato da Giulio Andreotti, la Fiat 130 che trasporta Moro dalla sua abitazione di Roma alla Camera dei deputati, viene intercettata da un commando delle brigate rosse. In pochi secondi i terroristi uccidono gli uomini della scorta e sequestrano il presidente della DC. Dopo una prigionia di cinquantacinque giorni, il cadavere di Aldo Moro viene ritrovato nel baule di un’auto. Sgomento provano i suoi tanti amici. Papa Paolo VI è tra loro. «Dio della vita e della morte, tu, non hai esaudito la nostra supplica per la incolumità di Aldo Moro, di questo uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico…», esclama durante i funerali. Ed il pensiero corre a Cristo, crocifisso, che grida: « Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato…». Ma Paolo VI continua, invitando al perdono: «Ma tu, o Signore, non hai abbandonato il suo spirito immortale, segnato dalla Fede...». Un altro richiamo a Gesù, sulla croce: «Padre, nelle tue mani affido il mio spirito». Il rito della memoria ci aiuta, oggi, a non dimenticare Aldo Moro ed il suo coraggio per la verità, che lo porta a riconoscere: «Non basta parlare per avere la coscienza a posto: noi abbiamo un limite, noi siamo dei politici e la cosa più appropriata e garantita che noi possiamo fare è di lasciare libero corso alla giustizia». di Lorenzo Planzi

    News correlate

    no_image

    29.01.2026

    Liceo diocesano di Breganzona: serata di presentazione il 2 e il 24 febbraio

    L'ateneo prepara allieve e allievi al conseguimento della Maturità svizzera, offrendo nel contempo un ambiente educativo in cui ciascuno possa essere seguito, valorizzato e orientarsi nelle proprie scelte future.

    no_image

    28.01.2026

    Lettori e accoliti, "un valore aggiunto nelle nostre comunità per camminare insieme"

    Il 24 gennaio in Cattedrale a Lugano mons. Alain de Raemy ha celebrato il rito di istituzione di 12 Accoliti e 8 Lettori. La testimonianza di Andrea Narciso, cappellano dell'esercito e accolito di Novazzano e del parroco don Paolo Solari.

    no_image

    26.01.2026

    Il vescovo emerito Pier Giacomo Grampa ricorda i 22 anni dalla sua ordinazione vescovile

    Il 25 gennaio ha concelebrato la Santa Messa con il fratello don Giuseppe nella chiesa di San Simpliciano a Milano. È rimasto alla testa della Diocesi di Lugano fino al 7 dicembre 2013. Ora prosegue il suo impegno per il futuro della Chiesa attraverso la pubblicazione di vari testi e le conferenze.

    no_image

    26.01.2026

    Stefano D’Archino sui suoi sette anni quale pastore della Chiesa evangelica riformata di Bellinzona

    Ha concluso il suo mandato alla fine del 2025. "Rinnovare lo spirito comunitario": è una delle sfide della Chiesa evangelica riformata oggi, secondo il pastore. La sua funzione è ora ricoperta da Tommaso Manzon.

    no_image

    25.01.2026

    COMMENTO

    Ascoltare per vivere: la Parola di Cristo, un'esperienza alla portata di tutti

    Si celebra domenica 25 gennaio la VII Domenica della Parola di Dio, istituita nel 2019 da papa Francesco allo scopo di rimarcare, in modo particolare, l’importanza delle Scritture bibliche nella vita di chiunque si dica cristiano.

    no_image

    24.01.2026

    L’educazione, un ponte tra il Ticino e i bambini di Haiti per costruire il futuro

    Il 24 gennaio si celebra la Giornata Internazionale dell'educazione. Da Haiti, la testimonianza dell'associazione ticinese Mezanmi che attraverso il progetto diocesano rimane accanto ai bambini e alle comunità più vulnerabili e isolate.

    News più lette