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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Lugano, il tribunale cantonale

    Condanna a 18 mesi per il prete ticinese accusato di abusi

    “Durante il procedimento ai giudici (il prete imputato) non è sembrato manipolatorio e non è apparso minimizzare i suoi atti. Al contrario, oggi in aula ha in pratica ammesso tutti i reati costitutivi, cosa che si vede raramente in questo genere di processi», ha esordito il giudice Amos Pagnamenta, che ha pure riconosciuto la possibilità che l’uomo durante gli interrogatori possa aver confuso massaggi e toccamenti per la tensione della situazione.

    Un atto di accusa e una richiesta di pena sproporzionata

    Il giudice si è detto sorpreso che nell’atto di accusa siano stati menzionati elementi che non hanno alcuna rilevanza penale. Quindi la stessa richiesta di pena di oltre cinque anni secondo il giudice è sembrata sproporzionata. «Al contrario di quanto indicato dalla Procuratrice pubblica, il toccamento del petto di un uomo non è ritenuto un atto sessuale. Solo i massaggi in cui vi è stato un contatto con i genitali sono quindi stati ritenuti». Da qui il ridimensionamento della condanna che è stata fissata in 18 mesi sospesi per due anni per complessivamente 4 episodi considerati atti sessuali su fanciulli, tre episodi di coazione sessuale e un episodio di atti sessuali con persone inette a resistere.

    Prosciolto invece dal reato di pornografia per l’impossibilità di determinare con certezza l’età delle persone presenti nelle immagini da lui scaricate. Il sacerdote è stato quindi subito scarcerato. Secondo i giudici i toccamenti sono stati rapidi, e fugaci e sopra i vestiti (commessi contro un adulto sarebbero stati considerati molestie punibili con una multa pecuniaria). La sentenza è stata motivata anche considerando il confronto con pene inflitte a persone che hanno commesso reati ben più gravi rispetto al caso in esame. Nella commisurazione della pena si è tenuto conto del pentimento e della collaborazione del presbitero, che ha spontaneamente fatto i nomi di vittime ai quali aveva proposto i “massaggi”. Infine, la corte ha vietato al sacerdote a vita ogni attività con i minorenni. Il prete è stato anche condannato a pagare indennizzi ad alcune delle vittime. La Procuratrice pubblica Valentina Tuoni ha già annunciato che ricorrerà in appello.

    red

    link: la cronaca del processo

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