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Gio 5 feb | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Francesco e l'invito al silenzio

    Ho letto con piacere la richiesta che il Papa ha formulato durante l'udienza generale del 10 gennaio sull'importanza del silenzio previsto dalla liturgia durante la Santa Messa. Personalmente ho sempre trovato i momenti di silenzio di grande arricchimento. Nella liturgia - ha spiegato Francesco - la natura del sacro silenzio dipende dal momento in cui ha luogo: "Durante l’atto penitenziale e dopo l’invito alla preghiera, aiuta il raccoglimento; dopo la lettura o l’omelia, è un richiamo a meditare brevemente ciò che si è ascoltato; dopo la Comunione, favorisce la preghiera interiore di lode e di supplica". Ricordo un vescovo ormai andato in Cielo, che dopo l'Eucaristia si fermava sempre, per un tempo prolungato, in silenzio. Una scelta che proponeva non solo ad adulti, ma anche a giovani e ragazzi. Ma il silenzio o meglio sostare in un silenzio "attivo" davanti alla presenza del Signore, anche fuori dalla dimensione della liturgia domenicale, è incredibilmente fecondo con le nuove generazioni. Non per niente dei luoghi come Taizé sono attrattivi proprio per i giovani, anche quelli in ricerca, perché lì vivono l'incontro con Dio nel silenzio, lì riconoscono una Presenza forte. Esperienze elevate, dirà qualcuno, forse troppo per i rumori che popolano la nostra vita, eppure ho personalmente constatato in diverse occasioni con i giovani (credenti, in ricerca, anche cresimandi) quanto questi momenti siano poi quelli che lasciano il segno spirituale più forte all'interno di incontri o campi scuola, addirittura in un intero anno di preparazione alla cresima. La Parola di Dio lo ricorda: Elia sull'Oreb (1 Re 19,11-13) incontra Dio nel silenzio, che è l'unica possibilità per cogliere il rumore "di una brezza leggera", quella appunto che anticipa il suo incontro con il divino, un incontro che lascia il segno. Il Signore si avvicina quando stiamo apparentemente lì, in semplice e silenziosa attesa, senza fare nulla. La gratuità di Dio -che sempre ci precede- si manifesta in questi momenti a chi (semplicemente) ci sta. di Cristina Vonzun

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