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Gio 5 feb | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    L'amore di sé

    Come si fa a volersi bene? Se lo chiedessi alla pubblicità probabilmente mi risponderebbe: “Wellness, fitness, relax in luoghi esclusivi, shopping, gastronomia” e forse occorrerebbe anche una nuova auto… Un bravo medico invece potrebbe dire “sport, alimentazione sana, riposo”, un chirurgo plastico proporrebbe qualche ritocchino, mentre per un hair stylist o una fashion blogger sarebbe necessario rivedere il look. Quando chiesero a Gesù quale fosse il comandamento più importante diede una duplice risposta: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente” e “amerai il prossimo tuo come te stesso” (cfr. Mt. 22,37ss). Solitamente però ci si sofferma poco sull’ultima parte “come te stesso”. C’è un presupposto all’amore dell’altro che è quello dell’amore di sé. Come si fa a volersi bene? Tutti gli aspetti menzionati in apertura, tranne forse quello dei ritocchini sul quale si potrebbe discutere, fanno parte della cura di sé, che è un aspetto da non trascurare ma neppure da trasformare in ideologia. Se infatti dovessero venir meno le condizioni per potersi dedicare alla cura di sé, come un periodo di ristrettezza economica, la mancanza di tempo, una malattia o altro, vorrebbe dire che non possiamo più amarci? Davvero l’amore di sé dipende unicamente da aspetti esterni a noi? La novità che Gesù porta attraverso l’Incarnazione è la manifestazione dell’amore di Dio. Novità che a dire il vero gli strascichi del giansenismo hanno un po’ offuscato nella Chiesa. L’idea di un Dio giudice pervade ancora oggi l’incosciente collettivo e risulta difficile scoprire il volto tenero dell’Amore di Dio se non attraverso testimoni credibili. Eppure il concetto stesso di persona e della sua dignità, alla base dei diritti umani – lo dice perfino wikipedia! – si è sviluppato proprio nella riflessione cristiana. Il valore di ciascuno non è dato da agenti esterni o dai propri meriti, ma dal fatto che siamo persone create a Sua immagine e somiglianza, dotate di libertà. Non abbiamo quindi bisogno di “guadagnarci” l’Amore di Dio, e l’amore per il prossimo non è un “dovere del cristiano” ma scaturisce dalla scoperta dell’Amore senza limiti di Dio per noi. Quando ci sentiamo amati il nostro sguardo sulla vita cambia, siamo più felici e disponibili. Questo dovrebbe accadere nel cristiano che ha incontrato lo sguardo amante di Dio. Possiamo accogliere e amare l’altro perché Qualcuno prima ci ha accolti e amati. “Chi ci aspetta nell'intimo di noi stessi quando tutta l'aria che avevamo è uscita dai polmoni? Chi abita l'istante del profondo silenzio, che s'insinua tra ogni espirazione e inspirazione? Il segreto della nostra interiorità è Qualcuno che ci tiene da dentro, ci custodisce nel ritmo quieto e tenace dell'esistenza. È Cristo, la “parola uscita dal silenzio” (Ignazio di Antiochia), il criterio ultimo della verità del nostro essere e del nostro agire nel mondo” (Vescovo Valerio – Lettera Pastorale 2017-18 – Respirate sempre Cristo)   di Manuela Masone

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