Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Mer 4 feb | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image COMMENTO

    Maria Maddalena: un film da vedere?

    Perché non andare a vedere il nuovo film di Garth Davis dedicato a Maria Maddalena? La mia domanda naturalmente è provocatoria. La verità? Difficile posizionarsi sul film. In effetti, già nei Vangeli, la figura di Maria Maddalena affascina, colpisce, chiama a riflessione, e un film a lei dedicato non poteva che fare altrimenti. Anche senza volerlo, Maria Maddalena è insomma un soggetto cinematrograficamente “convincente”, che coinvolge e fa sì che due ore di film passino davvero in fretta. Ma il primo vero aspetto apprezzabile della pellicola è la sensibilità con cui è stata approfondita, non lo si può negare, la questione della vocazione, della chiamata; in questo senso le scelte del regista sono state in realtà, a mio parere, molto felici, a partire dalla profondità innegabile dei dialoghi, sebbene essi siano frutto di finzione. Il primo incontro della Maddalena con Gesù e le sue parole non possono che rimanere a lungo impressi: egli invita la donna a prendersi in mano, a considerarsi sul serio per quella che è, anche per la propria diversità rispetto agli altri. Gesù chiede infatti a Maddalena di guardarsi dentro e di riconoscere il desiderio che ha nel cuore, e che la porta immancabilmente a essere “diversa”, lontana dalle convenzioni sociali e famigliari, che la vorrebbero invece moglie felicemente sposata. Maria Maddalena, dunque, nel film come nei Vangeli, è simbolo di quella ricerca che si stanca subito di fronte alle risposte convenzionali. Ansiosa, inquieta, Maddalena trova la pace – proprio come avrebbe poi detto sant'Agostino – solo quando può riposare in Cristo, o meglio, concretamente, quando può specchiare i propri occhi nei suoi, nell'uomo di Nazareth. Lo spirito di fondo che anima il film, dunque, è tutto sommato positivo e convince molto l'approfondimento di quello che è a monte di una vera vocazione; in questo senso il film porta ad interrogarsi in modo sincero, soprattutto se si è giovani e donne. Lascia invece un senso di incompletezza e porta squilibrio nella pellicola quello che concerne l'accoglienza di Maria Maddalena da parte del gruppo originario dei discepoli, nel film simbolo di un mondo maschile ostile a tutto ciò che è femminile. Lo spirito di fratellanza evangelica viene così totalmente messo in ombra, la dimensione fondamentale della comunione – che non è solo un ideale astratto, se ci ricordiamo il ritratto degli Atti delle prime comunità – risulta irrimediabilmente persa. Qualcosa, forse, il regista americano non ha capito, ovvero che i cliché poco si sposano con il Vangelo, che, quando accolto, favorisce invece la novità e aiuta la società a migliorarsi, non a peggiorare. Perdendosi tra un'immaginata conflittualità tra Pietro e Maria Maddalena, risalta insomma poco, per finire, la valorizzazione dell'uomo tout court, indipendentemente dall'essere uomo o donna, insomma quel rispetto totale della Creatura che contraddistingue il messaggio evangelico originario. di Laura Quadri

    News correlate

    no_image

    29.01.2026

    Liceo diocesano di Breganzona: serata di presentazione il 2 e il 24 febbraio

    L'ateneo prepara allieve e allievi al conseguimento della Maturità svizzera, offrendo nel contempo un ambiente educativo in cui ciascuno possa essere seguito, valorizzato e orientarsi nelle proprie scelte future.

    no_image

    28.01.2026

    Lettori e accoliti, "un valore aggiunto nelle nostre comunità per camminare insieme"

    Il 24 gennaio in Cattedrale a Lugano mons. Alain de Raemy ha celebrato il rito di istituzione di 12 Accoliti e 8 Lettori. La testimonianza di Andrea Narciso, cappellano dell'esercito e accolito di Novazzano e del parroco don Paolo Solari.

    no_image

    26.01.2026

    Il vescovo emerito Pier Giacomo Grampa ricorda i 22 anni dalla sua ordinazione vescovile

    Il 25 gennaio ha concelebrato la Santa Messa con il fratello don Giuseppe nella chiesa di San Simpliciano a Milano. È rimasto alla testa della Diocesi di Lugano fino al 7 dicembre 2013. Ora prosegue il suo impegno per il futuro della Chiesa attraverso la pubblicazione di vari testi e le conferenze.

    no_image

    26.01.2026

    Stefano D’Archino sui suoi sette anni quale pastore della Chiesa evangelica riformata di Bellinzona

    Ha concluso il suo mandato alla fine del 2025. "Rinnovare lo spirito comunitario": è una delle sfide della Chiesa evangelica riformata oggi, secondo il pastore. La sua funzione è ora ricoperta da Tommaso Manzon.

    no_image

    25.01.2026

    COMMENTO

    Ascoltare per vivere: la Parola di Cristo, un'esperienza alla portata di tutti

    Si celebra domenica 25 gennaio la VII Domenica della Parola di Dio, istituita nel 2019 da papa Francesco allo scopo di rimarcare, in modo particolare, l’importanza delle Scritture bibliche nella vita di chiunque si dica cristiano.

    no_image

    24.01.2026

    L’educazione, un ponte tra il Ticino e i bambini di Haiti per costruire il futuro

    Il 24 gennaio si celebra la Giornata Internazionale dell'educazione. Da Haiti, la testimonianza dell'associazione ticinese Mezanmi che attraverso il progetto diocesano rimane accanto ai bambini e alle comunità più vulnerabili e isolate.

    News più lette